Galileo tra arte, scienza e filosofia

Read time: 4 mins
Pagine: 
600
Prezzo: 
28,99 euro
Titolo: 
Galileo l'artista toscano
2014
Autore: 
Pietro Greco
Springer Verlag
Anteprima: 
Il più grande scrittore italiano di ogni tempo, secondo Italo Calvino. Non capita tutti i giorni e neppure tutti i secoli che una singola persona riesca a essere "il più grande" sia nelle arti sia nelle scienze
Miniatura: 

Quella raccontata da Pietro Greco è una storia che ci trasporta direttamente nella vita culturale dell'ultimo periodo del Rinascimento.
Una storia raccontata attraverso la figura di Galileo Galilei, il rivoluzionario della scienza e l'ideatore del metodo scientifico sperimentale.
Un libro-documentario. L'autore ricostruisce la nascita e la formazione dell'artista toscano, attraverso uno sguardo attento al contesto, all'ambiente socio-culturale, all'interno del quale Galileo si è formato ed è cresciuto.
Quello che ne viene fuori è una sorta di storia culturale, una ricostruzione storica fatta con minuzia e attenzione ai particolari (a volte guardati un po' troppo da vicino) della vita di Galileo, e anche dei diversi personaggi che incontra durante il suo percorso.
I livelli di lettura sono molteplici, penso sia possibile considerare come filo conduttore del libro il tema dell'incontro. Galileo ha modo di approfondire i propri interessi anche grazie alle diverse figure che affollano l'ambiente culturale dell'epoca. Matematici, pittori, disegnatori, poeti, letterati, filosofi e musicisti, con i quali si confronta costantemente, mantenendo vivo un dibattito culturale aperto su diversi fronti, tipico dello spirito rinascimentale.

Il libro è impreziosito da una certa curiosità della scoperta, da uno scavo all'interno del mondo di formazione dell'artista toscano. L'autore si concede spesso delle digressioni (sui personaggi, sui luoghi, di natura politica, teoretica, metodologica ecc.), raccontando delle “microstorie” che si intrecciano ad una storia in primo piano, quella di Galileo appunto. Questo rende il libro piacevole e istruttivo anche per gli addetti ai lavori. La figura di Galileo viene mostrata così sotto una luce nuova. Ne emerge un Galileo a tutto tondo, non solo matematico, ma critico d'arte, disegnatore eccellente, umanista, musicista, filosofo.
Proprio in questo si può ritrovare il senso del libro di Greco: Galileo non è solo un uomo di scienza, con una formazione prettamente scientifica e matematica, ma è un artista, un poliedrico uomo del Rinascimento. Troviamo un passaggio in cui Greco dichiara l'intento del suo libro: dimostrare che l'eclettismo di Galileo non gli ha impedito di essere pioniere della nuova scienza. Proprio grazie ai suoi studi in diversi campi del sapere è stato in grado di pensare il mondo e sé stesso in modo nuovo, portando ad uno dei più grandi contributi nella storia della scienza.

I primi passi di Galileo nel mondo dell'arte derivano dalla vicinanza, soprattutto intellettuale, con il padre musicista. Vincenzio Galilei, rivoluzionario nella storia della musica, insieme ad altri musicisti del suo tempo, gettò le basi per la nascita di un genere musicale che da lì a poco avrebbe reso l'Italia famosa in tutto il mondo: il Melodramma.
Galileo incontra così la musica, ma non solo. Dal padre impara presto che la tradizione e l'autorità si possono sfidare, e che con i grandi maestri del passato è possibile dialogare, purché mossi da uno spirito critico. La vicinanza con il padre è importante anche per l'impostazione epistemologica che Galileo applicherà al nuovo modo di concepire e praticare la scienza.

Vincenzio scrive un Dialogo per esporre la sua rivoluzione musicale. L'autore ci vuole far notare come in quello scritto ci siano già, in potenza, tutti gli elementi, anche stilistici, che porteranno Galileo alla stesura del Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo. Vincenzio si chiede infatti come si possa ottenere una buona consonanza in musica, considerando la musica non solo matematica ma anche e soprattutto fisica. La risposta è illuminante (probabilmente anche per lo stesso Galileo): attraverso l'esperienza, per prova ed errore, con un metodo sperimentale. Capisaldi questi che si trovano alla base del metodo scientifico galileiano.
Parte dell'odierna didattica filosofica vuole che prima della scoperta del metodo scientifico, prima cioè della rivoluzione scientifica di Galileo, la filosofia e la scienza fossero un tutt'uno indissolubile, e che la scissione tra filosofia e scienza si fosse generata proprio a partire dalla teoria di Galileo. Questo è vero se guardiamo all'aspetto teorico, senza considerare la figura, la formazione del suo ideatore, come uomo di cultura. Sembra invece che Galileo incarni pienamente un ideale di forte unione tra filosofia naturale, fisica, scienza e Metafisica.

L'autore ci fa scoprire questo, restituendo un Galileo diverso da come siamo abituati a leggerlo nei manuali di filosofia della scienza. Un Galileo attivo, irriverente e costante ricercatore della verità e, come dice Greco, un uomo che non si accontenta mai dell'ipse dixit. Un artista rivoluzionario.

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