• newsletter
  • Chi siamo
  • Partner
  • Log in/Crea un account
  • English
  • Italiano
Home
  • Cerca
  • Documenti
  • Archivio
  • Indice
  • Blog
  • Topic
  • TV
  • @ Scuola
  • Innova
  • Scienza+20
Home » Osservatorio sulla ricerca

La Royal Society e la comunità scientifica globale

  • Politica della Ricerca
  • 1764 letture
Bookmark/Search this post with
  • Facebook Like
  • Share on Facebook
  • Linkedin Share Button
  • Tweet Widget
  • Print Pdf
  • Print Mail
Globalizzazione

Sono tre gli elementi dell’evoluzione dell’attività scientifica mondiale all’inizio del nuovo secolo che la Royal Society di Londra ha voluto mettere in evidenza pubblicando, di recente, il rapporto Knowledge, Networks and Nations: Global scientific collaboration in the 21st century: la crescita, la multipolarità e l’integrazione.

L’attività scientifica è la rapida crescita. Ce lo dicono tutti i parametri. In soli 5 anni, dal 2002 al 2007, gli investimenti globali in ricerca e sviluppo (R&S) sono passati da 790,3 a 1145,7 miliardi di dollari, con un incremento del 45,0%. Nel medesimo periodo è aumentato di 1,4 milioni di unità il numero di ricercatori, passati da 5,7 a 7,1 milioni, con un incremento del 19,7%. E, infine, è aumentato il numero degli articoli scientifici su riviste con peer review: passati dagli 1,09 milioni del 2002 agli 1,58 milioni del 2007, con un incremento del 45,0%.

Il secondo elemento che caratterizza questa fase della storia della scienza è una sempre più estesa multipolarità. Non solo in termini di investimenti (ormai l’Asia investe in ricerca quanto il Nord America e molto più dell’Europa), ma anche in termini di contributi scientifici significativi. La Turchia ha aumentato di sei volte i suoi investimenti e ora spende quando Danimarca, Finlandia e Norvegia messe insieme. Nel 2002 due autori su tre, il 66%, di pubblicazioni scientifiche lavoravano in uno dei paesi di più antica industrializzazione (Usa, Europa e Giappone), nel 2007 questa percentuale era scesa al 54%. Tra le 20 maggiori città per output scientifico nel periodo 2004/2008 sette erano in Asia, sei in Europa, sei in Nord America e una in Sud America. Tra queste due città cinesi (Nanchino e Shangai) e San Paolo in Brasile hanno migliorato la loro classifica di oltre 20 posti (Nanchino ancora nel 2000 era al 66° posto al mondo, ora è tra le prime 20), e due, entrambe asiatiche (Taipei e Seul) hanno migliorato la loro posizione di almeno dieci posizioni. Tutte le città europee o nordamericane hanno o perduto o, al più, conservato le loro posizioni.

Anche se i numeri cambiano in maniera così rapida e drastica da suscitare sempre sorpresa, i due processi – la crescita dell’attività scientifica e la sua diffusione geografica – non costituiscono una novità. Chi segue Scienzainrete sa che essi sono ormai puntualmente registrati da tutti i grandi rapporti sull’evoluzione dell’attività di ricerca nel mondo, da quelli della National Science Foundation degli Stati Uniti a quelli dell’OECD a quelli dell’Unione Europea.

Il terzo fattore che la Royal Society individua è, in genere, meno enfatizzato Ma non è meno importante. È il processo di sempre maggiore integrazione della scienza mondiale. Oggi il 35% degli articoli scientifici è frutto di una collaborazione internazionale. Nel 1996, quindici anni fa, erano appena il 25%. Inoltre più cresce il numero di scienziati di paesi diversi che lavorano a un progetto comune, più aumenta l’impact factor dei loro articoli.

Questo significa che la comunità scientifica non solo è sempre più ricca e numerosa, ma è appunto sempre più transnazionale. Ha gli stessi interessi, gli stessi valori, persino la stessa lingua in tutto il mondo. Certo, molti sono i problemi da risolvere – di qualità, di autonomia. Ma è come se, su scala mondiale, si stesse ripetendo quel grande e niente affatto scontato processo che portò, nel Seicento, alla nascita di un’unica comunità scientifica in Europa, e di cui proprio la Royal Society fu tra i maggiori protagonisti, malgrado il continente fosse politicamente frammentato e squassato da conflitti armati. È come se nel XXI secolo stesse nascendo un’unica comunità scientifica globale, proprio come nel XVII secolo nacque un’unica comunità scientifica europea.

C’è, oggi, un ulteriore elemento di novità rispetto al Seicento. Che a Londra hanno colto e ampiamente sottolineato. La comunità scientifica transnazionale è chiamata ad affrontare una serie di sfide a scala planetaria. La sua esistenza – l’esistenza di una comunità scientific globale sempre più libera e autonoma – non è solo desiderabile, è necessaria.

Knowledge, Networks and Nations: Global scientific collaboration in the 21st century (pdf)

25 maggio, 2011 da Pietro Greco


Commenti

Disclaimer

Chiediamo ai lettori, per rispetto di chi legge, di scrivere come di prassi in minuscolo. Il tuo commento verrà pubblicato solo dopo l'approvazione da parte della Redazione. Non verranno pubblicati commenti che violano le leggi sulla stampa, diffamatori, offensivi o che chiamano in causa terze persone per fatti non accertati. Non saranno pubblicati messaggi fuori tema o pretestuosi, o scritti con linguaggio non adeguato o irrispettoso per i lettori.

Condizioni generali del servizio

Chi invia un commento o si registra al sito sottoscrive le condizioni generali di contratto. Facendo ciò l'Utente si è assunto ogni più ampie responsabilità civile, penale e amministrativa relativa all'invio e alla pubblicazione del materiale trasmesso garantendo ogni più ampia manleva. L'utente riconosce a Scienza in rete e/o ai suoi aventi causa il diritto di conservare, riprodurre, diffondere e cancellare il materiale trasmesso. L’utente dichiara e garantisce il pacifico godimento di tutti i diritti relativi al materiale inviato. Pertanto, con l'invio del materiale, l'Utente cede e trasferisce a titolo gratuito e definitivo, senza limiti di spazio e di tempo, tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi al materiale inviato.

#1 Il paragone con la comunitè

ritratto di maurizio michelini
31 maggio, 2011 - 05:58 da maurizio michelini (non verificato)
Il paragone con la comunitè scientifica europea del Seicento, collegata attraverso la lingua dei colti, è beneaugurante verso il paragone tentato con l'allargamento odierno della comunità scientifica al resto del mondo attraverso Internet. Cosa che speriamo essere foriera anche dell'integrazione e della pace duratura. Di certo la "res publica della scienza" seicentesca impiegò tre secoli per portare la pace e l'unione in una Europa martoriata dai conflitti politici e religiosi. Speriamo che la tendenza auspicata dalla Royal Society abbia tempi di sviluppo più contenuti.
  • rispondi

#2 un refuso

ritratto di Pietro De Michelis
19 giugno, 2011 - 10:05 da Pietro De Michelis (non verificato)
Una crescita che ha dell'incredibile, e che conferma il grande sviluppo della scienza sperimentale e applicata. Rilevo, comunque un refuso: l'incremento in percentuale del numero dei ricercatori non è di 19,7%, ma di 24,6% (come risulta rapportando correttamente l'incremento assoluto di 1,4 milioni al valore precedente di 5,7 milioni).
  • rispondi

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Digita i caratteri visualizzati nell’immagine. Non c’è distinzione tra maiuscole e minuscole.

Se ti è piaciuto questo articolo aiuta Scienza in rete a crescere ancora, leggi come.

Pietro Greco
ritratto di Pietro Greco
Comunicazione e divulgazione scientifica

Più letti

  • Oggi
  • Settimana
  • Mese
  • Anno
  • Mappa del rischio sismico (311)
  • Arriva la "slow medicine" (295)
  • La sindrome del Salto di Quirra (171)
  • La brutta fine di una cattiva legge (140)
  • Consumo di suolo, emergenza italiana (138)
  • Consumo di suolo, emergenza italiana (565)
  • Ppt in un tap (forse qualcuno di più) su iPad (318)
  • Mappa del rischio sismico (311)
  • Arriva la "slow medicine" (298)
  • Astrofisica da Nobel, 8 riconoscimenti in 50 anni (295)
  • Cannabis: perché ora è pericolosa (2,643)
  • Che cosa vale una laurea? Finalmente se ne discute (1,443)
  • Alba, Luna e Mercurio (1,316)
  • Homo immortalis. Una vita quasi infinita (1,015)
  • Alla scoperta di luce e colori (900)
  • Quando l'inquinamento industriale accorcia la vita (7,132)
  • La ricerca italiana non sta tanto male nel mondo (6,233)
  • Tasse universitarie: fatti, miti e ideologia (5,239)
  • I laboratori del Gran Sasso (4,858)
  • La lingua dei segni (4,197)

Pubblicati di recente

  • Articoli
  • Grafici
  • Immagini
  • Video
  • La brutta fine di una cattiva legge 23 Maggio 2012
  • La sindrome del Salto di Quirra 23 Maggio 2012
  • Arriva la "slow medicine" 22 Maggio 2012
  • La preparazione del documento per Rio+20 21 Maggio 2012
  • Ppt in un tap (forse qualcuno di più) su iPad 18 Maggio 2012
  • Pericolosità sismica di riferimento per il territorio nazionale
  • Frane e inondazioni in Italia
  • uragani
  • See video
  • See video
  • See video
  • See video

Campi del sapere

  • Campi del sapere
    • Scienze della vita
    • Scienze della Terra
    • Fisica
    • Matematica
    • Economia
    • Chimica
    • Scienze umane
    • Tecnologia
    • Ambiente & sanità

Scienza e società

  • Scienza e società
    • Politica della ricerca
    • Filosofia della scienza
    • Storia della scienza
    • Etica e scienza
    • Scienza e pace
    • Arte e scienza
    • Innovazione e impresa
    • Università

Scuola

  • Scuola
    • Primaria
    • Secondaria
    • Educazione informale
    • Scuolabook

Rubriche

  • Editoriale
  • App4Scientist
  • Breaking news
  • Janus
  • Monitor
  • Osservatorio sulla ricerca
  • Pro e contro
  • Recensioni
  • Segnali
  • Vero o falso?
  • 150 scienziati d'Italia
  • In agenda

Documenti

  • Grafici
  • Immagini
  • Video
  • Slide
  • Autori
  • Pubblicazioni
  • Rassegna stampa
  • Biblioteca

Partner del progetto

Siti amici

  • eurodesk   
    issnaf

Master

  • macsis   
    mcs

Copyleft

Crediti

  • Ambiente
  • Astronomia
  • Biologia
  • Chimica
  • Fisica
  • Medicina
  • Politica della Ricerca
  • Scienze matematiche, fisiche e naturali
  • Scienze sociali
  • Tecnologia e scienze applicate

Icons by Axialis Team