Riforma: non affossate il merito

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Abbiamo appreso con stupore che nel quadro della discussione parlamentare della riforma universitaria è stato proposto un emendamento (18 bis.200, a firma di Luisa Capitanio Santolini e altri parlamentari dell'UDC) che chiede la soppressione del Comitato nazionale dei Garanti per la Ricerca.

Composto da soli 7 membri, studiosi italiani o stranieri di fama internazionale, scelti con un metodo condivisibile (un search committee autorevole nominato sulla base di una forte componente internazionale), questo organismo era stato previsto anche in risposta alle proposte avanzate dal Gruppo 2003 per arrivare a gestire i finanziamenti per la ricerca attraverso uno sportello affidabile. Il Comitato avrebbe infatti il compito di coordinare le procedure di selezione dei progetti di ricerca delle Università e negli enti di ricerca pubblici e privati, utilizzando il meccanismo di peer-review.

Senza aggravio di spesa, unificando e semplificando procedure sinora suddivise tra più commissioni, si voleva introdurre in tal modo uno strumento in grado finalmente di dare garanzie, sulla base di criteri e metodi già collaudati nelle realtà internazionali più avanzate, per un più efficace utilizzo delle risorse pubbliche nel finanziamento della ricerca scientifica. Con prevedibili ricedute in termini di maggior competitività e miglior reputazione internazionale del nostro Paese.

Non si trattava ancora di un’Agenzia nazionale, come ripetutamente richiesto dal Gruppo 2003, ma era certo un primo passo, un’opportunità che, nelle condizioni in cui siamo, senso di responsabilità e buon senso raccomanderebbero di non lasciar cadere.

L'emendamento che intende sopprimere il CNGR sarà discusso martedì alla Camera. Evidentemente, anche un piccolo passo verso la costituzione di una cabina di regia unica, trasparente e meritocratica all’interno del MIUR incontra resistenze formidabili all’interno e all’esterno, con appoggi politici rilevanti. Indipendentemente dai giudizi complessivi sulla riforma, su questo punto particolare tutta la comunità scientifica italiana dovrebbe far sentire la sua voce unanime.

Aggiornamento: il Comitato nazionale dei Garanti per la Ricerca per ora vive

La Camera dei deputati, il 2 dicembre 2010, non ha approvato l'emendamento che chiedeva la soppressione dell'articolo 18 bis e di conseguenza sopprimeva Comitato nazionale dei Garanti per la Ricerca. La discussione del testo al Senato è rinviata a data da destinarsi.

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