Il miglior divulgatore scientifico scrive di "body art"

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Rutherford AtomsLa scienza incontra il grande pubblico in forme spesso insolite o inedite. E’ il caso di Science Ink, l’ultimo libro di Carl Zimmer, scrittore scientifico americano.

Dopo la pubblicazione di diversi libri, articoli e la sua attività di blogger, il “miglior saggista di scienza” – come definito dal New York Times Book Review - fa incontrare la scienza con la body art, proponendo una raccolta di immagini di tatuaggi rappresentanti diverse discipline scientifiche, dalla matematica alle neuroscienze, senza dimenticare il contributo della biologia dell’evoluzione – uno dei temi più affrontati in passato da Zimmer.

7Modelli atomici, ciclo del carbonio, formule matematiche, spedizioni spaziali, neuroni, sono tra i temi raffigurati su pelle umana e catturati in questa raccolta fotografica. Un volume elegante, oltre che affascinante, di cui abbiamo parlato con l’autore:

“E’ iniziato come un interrogativo sulla scienza, è diventata poi un’ossessione” - E’ possibile, adesso, descrivere la Science Ink e le sue applicazioni con una ‘formula’ specifica?

Con questa esperienza ho iniziato a capire come i tatuaggi siano uno strumento importante per alcuni scienziati per rendere visibile le loro passioni e per comprendere poi i meccanismi della natura.

 

Nel suo libro ci sono centinaia di immagini affascinanti, il tributo della tecnica dei tatuaggi alle scienze naturali: c’è stato qualche particolare criterio di selezione per catalogarle?

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Ho ricevuto una grande varietà di immagini, alcune da scienziati altre da non addetti ai lavori. Per ‘Science-Ink’ ho selezionato immagini che combinino la bellezza grafica con il fascino della scienza. Era importante per me riuscire a filtrare il racconto attraverso queste immagini e alcuni tatuaggi riuscivano a farlo meglio di altri, indubbiamente.

Come scrittore scientifico, si è spesso occupato di scienze della vita. Nella sua opinione è ancora ‘urgente’, ad esempio, parlare di evoluzione?

7L’evoluzione è il contesto con cui i biologi possono dare un senso alla vita così com’è, gli scienziati hanno costantemente un approccio di meraviglia nel comprenderla. Negli ultimi vent’anni, scrivere di quest atteggiamento per l’evoluzione è stato per me un continuo privilegio e piacere.

Nel libro si può intravedere una forte componente di interazione tra l’essere umano e la cultura scientifica, passando per l’istinto che abbiamo nel percepire la natura: questo lavoro può essere accolto come uno strumento innovativo per comunicare la scienza? 

E’ importante non cadere  nella routine nel presentare la scienza al pubblico. Ci sono sempre nuovi strumenti per farlo, c’è solo bisogno di creatività – o, nel mio caso, un po’ di fortuna – per scoprire questi modi. Ho assistito a meravigliose rappresentazioni della scienza con la radio, i fumetti, i giochi in internet o la danza. Un libro sui tatuaggi è un altro modo di rivelare la scienza, che probabilmente  coglierà il pubblico di sorpresa.

Arte e Scienza: quanto sottile è il confine tra le due discipline?

Credo ci siano importanti sovrapposizioni tra arte e scienza. Gli scienziati dipendono dalla visualizzazione per valutare dati e teorie, le rappresentazioni grafiche dei loro lavori sono generalmente gli strumenti più efficaci per comunicarli ad altri scienziati. Molti artisti, d’altra parte, si avvicinano al lavoro scientifico per le loro produzioni, sfruttando ogni tipo di tecnologia. A mio parere c’è anche un tipo di legame nel modo di pensare tra i due mondi. Gli artisti, ad esempio, hanno la reputazione di essere impulsivi ed intuitivi, ma diversi artisti che conosco personalmente sono molto sistematici nel loro lavoro per veicolare la loro visione della vita. Molti scienziati, di contro, posseggono una ‘scintilla’ artistica. I lampi di creatività possono guidarli verso teorie che nessun altro ha immaginato prima, o aiutarli in nuovi esperimenti per comprovare queste teorie.

C’è qualche appuntamento italiano previsto per presentare il suo libro?

Se qualcuno in Italia vuole invitarmi, sarei molto felice di venire! Il mio primo viaggio in Italia è stato qualche anno fa, per presenziare al Rome Science Festival, è stato un soggiorno molto bello per me e la mia famiglia.

Zimmer C. Science Ink: Tatoos of the Science Obsessed. Sterling Publishing, 2011.

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