Una Coppa verde pallido

Read time: 4 mins

Fateci caso, quando comprate online un biglietto Trenitalia per viaggiare con il mitico Frecciarossa, appare in calce un bel riquadro, di colore verde, che vi comunica quanti Kg di CO2 avete fatto risparmiare al pianeta.
Ad esempio, per un viaggio Bologna-Milano, il risparmio rispetto alla media auto-aereo è di circa 22 Kg di CO2.
Il calcolo prescinde dalle infrastrutture ma la componente ecologica della vostra coscienza ne verrà gratificata e partirete senz’altro più rilassati sentendovi meno responsabili dell’effetto serra.
Premesso che ogni contributo, anche microscopico, ha valore etico e torna comunque a vantaggio del nostro fragile pianeta, se allargherete un po’ il vostro orizzonte la soddisfazione sarà di breve durata.
In questi giorni si è parlato molto del costo in termini di CO2 delle gare per la Coppa del Mondo di Calcio che si stanno svolgendo in Brasile.
Cerchiamo di capire come stanno le cose, tentando di districarci tra previsioni, annunci e critiche di vario genere. Un importante documento che riguarda l’impronta di “carbonio”, emesso dalla Fédération Internationale de Football Association (FIFA) è disponibile da tempo, anche in rete.
S’intitola“Summary of the 2014 FIFA World Cup Brazil Carbon Footprint”. A p. 15 è riportata una tabella, molto dettagliata, da cui risulta una previsione di ben 2,7 milioni di tonnellate di CO2(tCO2e), comprendente non solo l’evento in sé ma anche i preparativi, i trasporti ecc..
Si legge infatti: “The carbon footprint for the 2014 FWC Brazil shows that the overall event is expected to generate just over 2.7 million tCO2e, inclusive of Preparation, FCC Staging, and FWC Staging. FWC Staging accounts for the vast majority (90.8%), followed by FCC Staging, which contributes a significant fraction (7.8%), as well.”

Pochi giorni fa, il Ministro brasiliano per l’Ambiente Izabella Teixeira ha tenuto una conferenza stampa per dimostrare invece che si tratta della Coppa del Mondo più verde in assoluto.
I dubbi rimangono e un illuminante articolo di Fiona McDonald (ABC Environment - AustralianBroadcasting Company), pubblicato online il giorno 12 giugno, li elenca con chiarezza e con corredo delle fonti.
Il Ministro ha dichiarato che l’evento in sé scaricherà in atmosfera 59.000 tonnellate di CO2specificando che il tutto è stato ampiamente compensato dai “crediti” in CO2 ceduti da aziende che otterranno in cambio pubblicità.
Coppa verdissima quindi? No, sembra proprio di no.
Il Ministro ha convenuto che la stima effettiva rimane di 1, 4 milioni di tonnellate, inferiore comunque a quella della FIFA. Comprende i viaggi e la sistemazione di atleti, staff, spettatori e le trasmissioni televisive delle partite.
Chissà se il sistema dei “crediti” compenserà anche questo? Un altro discorso è quello degli sforzi che il Brasile ha fatto per rendere più sostenibile l’evento con il ricorso alle energie rinnovabili, in primo luogo il solare. Si calcola che i pannelli fotovoltaici della ricopertura dei due stadi interessati, totalmente alimentati con questi sistemi, produrranno circa 2,5 MW.
Qualcuno ha fatto notare che il valore è addirittura superiore alla produzione fotovoltaica di 11 delle 32 nazioni partecipanti.
E’ stato un investimento gigantesco che indubbiamente ha giovato allo sviluppo dell’industria locale ma a che pro? Nei giorni scorsi ci sono stati tumulti in appoggio a 200 professori scesi in sciopero contro gli stipendi troppo bassi. In un mese guadagnano meno del costo del biglietto per la partita inaugurale. Questo la dice lunga sulle contraddizioni di quel Paese.
Ma rispetto ai grandi eventi sportivi del passato come stanno andando le cose?
I Mondiali del Sud Africa sono stati fra i peggiori da questo punto di vista perché spararono in cielo 900.000 tonnellate di anidride carbonica ma, come ricorda lui, “nel conteggio sudamericano sono invece state inserite, oltre al mese di partite, anche i lavori realizzati negli anni precedenti”.
Concordiamo con Cosimi che quello del Brasile è un risultato migliore anche se, “solo il traffico aereo sprigionerà l’equivalente di 560mila automobili in viaggio costante per un anno. E dunque i conti andranno fatti alla fine, come sempre”.
Le emissioni sudafricane furono dieci volte superiori a quelle della manifestazione che si era tenuta precedentemente in Germania, inferiori comunque a quelle delle Olimpiadi di Londra che in sette anni produssero un impatto da 3,4 milioni di tonnellate di CO2.

Detto ciò e riconosciuto quanto si è fatto di buono, ci si può chiedere se i Mondiali costano troppo  al pianeta in termini ecologici. Si tratta di fare un bilancio non facile. Come riportato in uno degli interventi registrati da Fiona, non dobbiamo dimenticare che “il calcio è un gioco da cui la gente si attende piacere e gioia”.
Aggiungerei, con un pizzico di utopia, che l’incontro di tanti popoli diversi,nel nome della passione e degli ideali sportivi, può essere benefico per la convivenza pacifica tra le nazioni e quindi, tutto sommato, un risicato pareggio forse ci sta bene.

Articoli correlati

altri articoli

Le notizie di scienza della settimana #101

È entrata in vigore il 20 maggio, in occasione del World Metrology Day, la nuova definizione del chilogrammo, basata non più sul campione di platino-iridio depositato al Bureau international des poids et mesures a Parigi bensì sulla costante di Planck ℏ. La nuova definizione garantirà la stabilità di questa unità di misura, che finora doveva essere aggiornata ogni volta che il campione di platino-iridio si deteriorava e il suo peso cambiava di conseguenza. Ora il valore del chilogrammo è legato a una costante della natura misurata con estrema precisione e che non cambierà di valore. Ma come è legata la misura del chilogrammo alla costante di Planck? Per capirlo bisogna scendere nei sotterranei del National Institutes of Standards and Technology a Gaithersburg nel Maryland per vedere la bilancia di Watt, o Kibble balance. Nell'immagine: la NIST-4 Kibble balance. Credit: J.L. Lee / NIST.

Curare l'obesità con la chirurgia

La chirurgia bariatrica è lo strumento più efficiente per curare i casi gravi di obesità, eppure solo l'1% degli statunitensi che ne trarrebbero beneficio si sottopone a questo tipo di interventi. I sondaggi mostrano, infatti, che la maggioranza considera la chirurgia bariatrica pericolosa o poco efficace. Tuttavia, sono ormai numerosi gli studi scientifici che mostrano che i benefici superano abbondantemente i rischi. Non tutti gli interventi sono uguali, però.