Uno studio italiano contro la melioidosi

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Insieme al miglioramento delle condizione igieniche e alla scoperta e l'uso degli antibiotici, la vaccinazione è la pratica medica che ha avuto il maggiore impatto sulla salute umana e il tenore di vita negli ultimi decenni. Lo sviluppo di nuovi vaccini e terapie è stata aiutata, e in gran parte determinata, da una maggiore comprensione della patogenesi di agenti infettivi.
Molte innovazioni sono state apportate da quando nel 1778, il medico inglese Edward Jenner utilizzò con successo il pus di una vacca infetta da vaiolo per immunizzare il proprio figlio contro la malattia. Gli antigeni utilizzati nei vaccini non devono necessariamente essere fattori di virulenza, tuttavia, comprendere e interrompere il ciclo di infezione, indirizzando le risposte immunitarie verso fattori di virulenza chiave è stata storicamente una logica di successo nel suscitare l'immunità protettiva.
Ad oggi però lo sviluppo di vaccini per molti patogeni rimane elusivo, e vi è soprattutto una crescente esigenza per la messa a punto di vaccini efficaci per le malattie emergenti. Seguendo proprio queste nuove priorità, gli scienziati stanno cercando di progettare vaccini di più rapida realizzazione e maggiormente sicuri.

In questa direzione, si muove anche il gruppo di ricerca guidato da Martino Bolognesi del Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Milano che sta progettando un vaccino in grado di combattere la melioidosi, malattia endemica nel Sud Est Asiatico. Sul numero di settembre, infatti, della prestigiosa rivista Chemistry & Biology sono stati pubblicati i risultati relativi allo sviluppo e l’applicazione di una procedura di vaccinologia strutturale all’antigene Oppa di Burkholderia pseudomallei, batterio responsabile dell’infezione. La vaccinologia strutturale permette la creazione di vaccini a partire non dal patogeno ma bensì utilizzando indagini genomiche, strutturali e simulazioni al computer.
Già in precedenti studi l’équipe di Bolognesi, in collaborazione con il laboratorio di Giorgio Colombo del CNR di Milano, aveva utilizzato questa metodologia per identificare sulla superfice del batterio l’antigene proteico OppA
“Di solito un vaccino contiene fino a 5 antigeni. Per poter individuare l’epitopo peptidico a miglior potenziale uso terapeutico siamo partiti dallo studio di circa 50 antigeni bersaglio. Molti di questi sono stati scartati in via preliminare per difficoltà di espressione e questa volta ci siamo concentrati sull’antigene di fase acuta BPSL2765”, spiega Louise Gourlay, ricercatrice dell’Università di Milano e fra gli autori della ricerca. Attraverso, poi, studi cristallografici e sofisticate tecniche computazionali per lo sviluppo di strutture 3D, i ricercatori sono riusciti a identificare una regione altamente immunogenica dell’antigene proteico. Una volta sintetizzato come peptide libero, l’epitopo identificato è stato in grado di indurre anticorpi con elevate proprietà battericide, anche se confrontato con l’intero antigene originario. ”E’ un grande passo avanti, spiega la ricercatrice, nei prossimi mesi partirà la sperimentazione del peptide testandolo sul modello murino dell’infezione”. I dati di questa ricerca saranno presentati a Bangkok durante il 7th World Melioidosis Congress 2013.
“La mielioidosi è un infezione emergente, fino a qualche anno fa era confinata solo al Sud Est Asiatico, ora invece si incominciano a registrare casi anche in Australia e in alcuni stati europei, spiega Gourlay. “Può essere una minaccia: innanzitutto perché la trasmissione dell’infezione è molto semplice, viene acquisita attraverso la contaminazione di ferite, ingestione e inalazione. Al momento poi, non esiste una cura efficace e la diagnosi risulta difficile dato che i sintomi spesso vengono scambiati con quelli della tubercolosi".
Questi risultati sono stati prodotti grazie al finanziamento che il gruppo guidato dal professor Bolognesi ha ricevuto dalla Fondazione Cariplo nell’ambito dell’iniziativa “Vaccini”. Si tratta di un gruppo multidisciplinare che coinvolge oltre a Giorgio Colombo dell’Istituto di Chimica del Riconoscimento Molecolare del CNR, altri gruppi italiani (Gianluca De Bellis presso l’Istituto di Tecnologie Biomediche del CNR e Giovanna Musco presso l’Istituto San Raffaele) e stranieri (Richard W. Titball presso l’Università di Exeter e Xavier Daura dell’Università di Barcellona).

L’iniziativa Vaccini promossa dalla Fondazione Cariplo ha complessivamente assegnato 5 contributi a favore di altrettanti progetti, per un importo di circa di 7 milioni di euro su 3 anni. Obiettivo generale dell’iniziativa è il sostegno alla ricerca di nuovi approcci vaccinali per la prevenzione delle malattie infettive, con l’intento di promuovere progetti innovativi che permettano di colmare le lacune nella conoscenza del sistema immunitario e nella biologia degli organismi patogeni.

Newsletter #issue 3, 2017

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Arte e scienza

Antonio Canal, detto il Canaletto, Campo santi Giovanni e Paolo, 1738 ca, olio su tela, 46,4x78,1 cm, Londra, Royal Collection. Prestato da Sua Maestà Elisabetta II e visibile nella mostra “Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce”, dal 25 novembre 2016 al 5 marzo 2017 alle Gallerie d’Italia, Piazza della Scala, Milano

  • All'ingresso della mostra "Bellotto e Canaletto, lo stupore e la luce" alle Gallerie d'Italia di Milano si può ammirare la camera ottica portatile appartenuta (forse) a Canaletto. Come utilizzavano questo oggetto Antonio Canal, detto Canaletto, e Bernardo Bellotto, suo nipote e allievo? Come ha influito l'ottica sulla rappresentazione artistica della realtà? [Scienza in Rete, Marco Capovilla]
  • La prima descrizione di una camera obscura è attribuita allo scienziato arabo musulmano Ibn al-Haytham, conosciuto in Occidente con il nome latino di Alhazen. Nel suo libro Kitab al-Manazir (Libro dell'ottica) rivoluzionò la teoria della luce. Probabilmente l'ostilità della religione musulmana verso la rappresentazione figurativa, impedì a Alhazen di realizzare un dispositivo basato sui principi che aveva scoperto. [Scientific American; David Biello]
  • David Hockney, pittore e fotografo inglese, e Charles Falco, fisico sperimentale, elaborarono nel 2000 una teoria secondo la quale l'arte occidentale ha ricevuto un contributo fondamentale dalle conoscenze scientifiche sull'ottica negli ultimi 400 anni. [BBC; David Hockney's Secret Knowledge]
  • Che impatto ha avuto la rappresentazione fotografica della realtà sulla scienza? Secondo David Bower gli ha conferito maggiore autorevolezza e senso di oggettività. [Science News, Bruce Bower]
  • Nel libro "Visual Strategies" Felice Frankel guida gli scienziati a un uso efficace delle immagini, soprattutto fotografiche, per raccontare la propria attività di ricerca. [MIT News; David L. Chandler]

Ricerca scientifica nell'era di Trump

Art Whght House Moon. Credit: The Cancer Letter Issue 6, 12 Febbario 2016.

  • L'eredità della presidenza Obama per il mondo della ricerca scientifica è notevole: la Precision Medicine Initiative, il Cancer Moonshot e molto altro. Visione e tempismo secondo Alberto Mantovani. [Scienza in Rete, Alberto Mantovani]
  • Se Barack Obama nel 2009 promise di restituire alla scienza un posto di rilievo nell'agenda politica, Trump si è mosso nella direzione opposta. Almeno finora. Gli scienziati americani hanno fatto sentire la loro voce sui social media durante la cerimonia di insediamento di venerdì 20 gennaio con l'hashtag #UsofScience [Vox, Julia Belluz]
  • In quanti modi Trump può intervenire sulla ricerca scientifica? Il riassunto nell'infografica pubblicata da Nature.  [Nature News, Lauren Morello]

Etica della scienza / Politica della ricerca

Credit: Protasov AN's Portfolio Credit: Shutterstock.

  • La ricerca interdisciplinare premia in termini di visibilità ma diminuisce la produttività. Questo il risultato dello studio di Erin Leahey, sociologa della scienza all'università dell'Arizona. [LSE Impact Blog, Erin Leahey]
  • Una nuova minaccia alla credibilità della comunicazione scientifica: le riviste "predatorie". Queste riviste pubblicano articoli a pagamento, spesso senza sottoporli a processi di peer-review. Il settore economia e management è il più colpito da questo fenomeno. Tutti i dettagli in uno studio pubblicato dalla Scuola Superiore Sant'Anna. [lavoce.info; Manuel F. Bagues, Mauro Sylos Labini e Natalia Zinovyeva]
  • Graham Coop, un genetista della UC Davis, ha deciso di non pubblicare su nessuna rivista un suo contributo caricato su biorXiv, l'archivio di pre-print in area biologica. La sua scelta è dovuta da una parte al fatto che si trattava di un commento a un articolo e non conteneva un risultato veramente originale, dall'altra alla presenza dei commenti on-line da parte degli utenti di biorXiv. Si chiama pre-peer-review e minaccia di sostituire il processo di peer-review più tradizionale. Cosa ne pensano gli scienziati? Ecco il dibattito che si è svolto (ovviamente) su Twitter. [Nature Research Highlights; Dalmeet Singh Chawla]
  • Al Rochester Institute of Technology nascono due programmi di alta formazione per dottorandi e post-doc con problemi di udito. La diversità nella comunità dei ricercatori biomedici aumenta la qualità della ricerca e ne arricchisce l'agenda. [Science; Gerry Buckley, Scott Smith, James Dearo, Steve Barnett, Steve Dewhurst]
  • Come i decisori politici possono sfruttare le conoscenze accademiche nell'era della post-verità? Nel libro "Evidence-Based Policy Making in the Social Sciences: Methods that Matter" Gerry Stoker e Mark Evans si rivolgono a studenti e practitioners, passando in rassegna strumenti non tradizionali per basare le decisioni politiche sulle evidenze scientifiche. [LSE Impact Blog; David Burton]

Miscellanea

Credit: Associazione Cittadini per l'aria.

  • Si terrà a Milano nell'Aula Magna dell'Università Statale il convegno "RespiraMI. Air Pollution and our Health". Due giorni, il 27 e 28 gennaio, dedicati a un dibattito tra esperti e rappresentanti dell'OMS sugli effetti dell'inquinamento atmosferico sulla salute, in particolare su quella delle categorie più vulnerabili. [RespiraMi]
  • Un gruppo di scienziati svedesi e americani, ha realizzato tramite stampa 3D un microscopio alimentato da uno smartphone in grado di effettuare analisi del DNA e diagnosticare così alcuni tipi di tumori. Il dispositivo potrebbe essere prodotto al costo di 500 dollari, diventando sostenibile per chi offre assistenza sanitaria nei Paesi in via di sviluppo. [BBC Technology; Leo Kelion]
  • La Cina ha inaugurato la scorsa settimana la Dalian Coherent Light Source, un Free Electron Laser. La particolarità della facility cinese è la lunghezza d'onda dei fotoni prodotti, inferiore ai 200 nm. Viene chiamata vacuum ultraviolet light ed è particolarmente adatta a studiare atomi e molecole all'interno di un gas. La ricerca alla Dalian Coherent Light Source potrebbe aiutare a capire come gli aerosol nocivi alla salute si formano e si degradano nell'atmosfera. [Science; Dennis Normile]
  • 3L'11 gennaio scorso il primo fascio di elettroni ha percorso l'anello acceleratore di SESAME, il laboratorio costruito ad Amman in Giordania da una collaborazione senza precedenti tra scienziati provenienti dai Paesi del Medio Oriente, tra cui Iran, Israele, l'autorità Palestinese, Pakistan e Cipro. [Nature; Elizabeth Gibney]