Erc, vetrina delle eccellenze

Read time: 1 min

Il Consiglio europeo della ricerca (Erc) è un elemento cardine nel programma di finanziamento della ricerca dell'Ue.
"Il nostro obiettivo principale è quello di spingere i ricercatori a essere ambiziosi," ha spiegato Jean-Pierre Bourguignon, presidente del Erc.

Abbiamo raggiunto Bourguignon a Genova, al Festival della Scienza, dove ha spiegato il programma di Erc e ha introdotto tre ricercatori che hanno vinto sovvenzioni del Erc. Questi scienziati hanno spiegato i risultati ottenuti con i loro studi: dai meccanismi della percezione del tempo nel cervello umano a studi sulla formazione della Terra attraverso l'analisi dei diamanti, fino allo sviluppo di touchless, display galleggiante. Abbiamo parlato del loro lavoro e delle sovvenzioni del Erc.

Articoli correlati

altri articoli

Il sistema sanitario alla sfida della cronicità

L’Italia ha licenziato il Piano nazionale cronicità nel 2016, avendo accumulato un ritardo di almeno una quindicina d’anni rispetto agli altri paesi ricchi più virtuosi, ma non si può dire che questo strumento sia già in grado di incidere in maniera significativa sulla gestione della cronicità. Come spesso succede abbiamo realtà che si sono organizzate di conseguenza, ma ci sono anche Regioni che non l’hanno nemmeno preso in mano. Manca il personale dedicato, per esempio l’infermiere di quartiere, figura mitica che dovrebbe essere cardine di quell’assistenza territoriale indispensabile per una buona gestione della cronicità. Il fatto è che l’approccio del nostro, pur lodevole, Servizio sanitario nazionale guarda all’indietro. L’organizzazione, le competenze e anche la visione del proprio ruolo che la maggioranza degli operatori di sanità pubblica hanno ancora davanti agli occhi è quella delle grandi acuzie. “È in questa rete di cure che finiscono i malati cronici”, sottolinea Rinnenburger, generando inappropriatezza, come la mamma portata al pronto soccorso dalla figlia che non sapeva a chi altro rivolgersi.

“Ma perché ha portato qui sua madre, che è cronica?”, chiede l’infermiera di Pronto Soccorso a una figlia preoccupata. La risposta è semplice e disperata: “Non sapevo a chi rivolgermi”. Sarebbe ingeneroso dire che questa è la realtà per tutti i malati cronici nel Servizio sanitario nazionale, ma è innegabile che essere malati cronici nel secondo decennio del secondo millennio in Italia non è una cosa semplice. Per nessuno: pazienti, familiari e sanitari.