Si soffre insieme con le reti neurali
- 2326 letture
Non
solo per una mamma che vede il proprio figlio farsi male o un vigile
del fuoco che interviene per salvare un terremotato: condividere
dolore e gioia è una delle esperienze formative cruciali per
ciascuno di noi. Emozione e cognizione cooperano per renderci
capaci a un tempo di comprendere cosa sta accadendo all'altro e
difenderci in situazioni di pericolo.
Le neuroscienze hanno
descritto con crescente accuratezza quali gruppi di neuroni
costituiscono la matrice del dolore, struttura che ci
permettono ad un tempo di percepire dolore e comprenderlo nei nostri
simili.
Lo studio di magnetoencefalografia (MEG) attuato presso
l'ospedale Fatebenefratelli - Isola Tiberina sotto la guida di
ricercatori del consiglio nazionale delle ricerche (CNR-ISTC) e
pubblicato in questi giorni sulla prestigiosa rivista Journal of
Neuroscience,
ha scoperto un meccanismo che
ci mette in sintonia con gli altri quando provano dolore.
Il
grado di condivisione del dolore che prova un nostro simile nel
momento in cui l'ago di una siringa penetra nella nostra mano
dipende da quanto gruppi di neuroni in due aree 'primordiali',
nell'osservatore, si sincronizzano tra loro. Si tratta di una rete
formata dai neuroni della corteccia sensoriale e di quella motoria
(figura 1).

Solo
quando queste due aree entrano in sincronia capiamo le sofferenze
altrui. Anzi, tanto più sono sincronizzata, tanto più percepiamo il
loro dolore.
Le neuroscienze hanno mostrato che l'attivazione
funzionale del nostro cervello è fortemente mediata dalla sincronia
tra le attività di diversi gruppi: questo interscambio crea uno
connessione funzionale essenziale alle percezione e al coordinamento
di qualunque movimento.
Mentre osserviamo il dolore altrui, aumenta l'accoppiamento tra le nostre regioni cerebrali sensoriale e motoria, e questo accoppiamento è tanto più forte quanto più ci sembra che l'altro soffra (figura 2). Emerge così che l'attività di reti funzionali, più che di singole aree, permette la risonanza empatica con l'altro.

Se ricordiamo che le regioni sensoriale e motoria sono le prime a formarsi nello sviluppo embrionale, comprendiamo quanto profonda sia la necessità della condivisione empatica per il nostro sviluppo.
Se ti è piaciuto questo articolo aiuta Scienza in rete a crescere ancora, leggi come.


Band and Empathy for Pain. Journal of
Neuroscience 2009; 29(40): 12384. doi:10.1523/JNEUROSCI.2759-09.2009

















Commenti
Disclaimer
Chiediamo ai lettori, per rispetto di chi legge, di scrivere come di prassi in minuscolo. Il tuo commento verrà pubblicato solo dopo l'approvazione da parte della Redazione. Non verranno pubblicati commenti che violano le leggi sulla stampa, diffamatori, offensivi o che chiamano in causa terze persone per fatti non accertati. Non saranno pubblicati messaggi fuori tema o pretestuosi, o scritti con linguaggio non adeguato o irrispettoso per i lettori.
Condizioni generali del servizio
Chi invia un commento o si registra al sito sottoscrive le condizioni generali di contratto. Facendo ciò l'Utente si è assunto ogni più ampie responsabilità civile, penale e amministrativa relativa all'invio e alla pubblicazione del materiale trasmesso garantendo ogni più ampia manleva. L'utente riconosce a Scienza in rete e/o ai suoi aventi causa il diritto di conservare, riprodurre, diffondere e cancellare il materiale trasmesso. L’utente dichiara e garantisce il pacifico godimento di tutti i diritti relativi al materiale inviato. Pertanto, con l'invio del materiale, l'Utente cede e trasferisce a titolo gratuito e definitivo, senza limiti di spazio e di tempo, tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi al materiale inviato.
Invia nuovo commento