Il terremoto porta con sé molti problemi. Fra questi, la distruzione delle scuole e dei suoi equipaggiamenti. Per dare una mano alla popolazione abruzzese, la Fondazione IBM Italia ha lanciato il progetto Kidsamrt. In base
a un accordo siglato dall'Ufficio Scolastico Regionale per l'Abruzzo e
dalla Fondazione IBM Italia, verranno infatti donate 131postazioni
multimediali alle scuole abruzzesi, a 131 sezioni di
scuola dell'infanzia situate nei 49 comuni che rientrano nel cratere di
sisma. Il progetto prevede inoltre un intervento di formazione rivolto
ad un gruppo di insegnanti (un rappresentante per plesso), che faranno
poi da tutor per gli altri insegnanti delle scuole interessate.
Il percorso formativo destinato ai docenti ha un duplice
obiettivo. Il primo è quello di re-infrastrutturare da un punto di
vista tecnologico le scuole dell'infanzia attraverso un
supporto/accompagnamento all'integrazione del computer nella didattica;
il secondo, più rilevante, è quello di fornire strumenti e risorse
per l'elaborazione degli episodi traumatici e per la gestione della
situazione di crisi post-terremoto nel favorire la riduzione degli
effetti dei traumi nei bambini che si verificano a seguito di eventi
catastrofici.
Kid smart per l'Abruzzo
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Un piano per affrontare il caldo nelle scuole e come finanziarlo

Finita la scuola, si smette di parlare del problema, che però permane, pronto a ripresentarsi l’anno successivo. Bisognerebbe partire da una mappatura termica degli edifici, introdurre protocolli comuni e realizzare interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico. Le coperture possono arrivare dalle aste CO₂, dal Conto Termico e dai fondi europei. Foto di Slow Death su Pixabay.
Aule delle scuole che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate, dirigenti svenuti durante la maturità e piccoli ventilatori portati da casa. Esami affrontati in edifici che assorbono calore durante tutta la giornata e continuano a restituirlo anche quando fuori la temperatura comincia a diminuire.
Ogni estate assistiamo alle stesse immagini; poi termina la scuola, il problema scompare dal dibattito pubblico e tutto viene rinviato all’anno successivo.