• newsletter
  • Chi siamo
  • Partner
  • Log in/Crea un account
  • English
  • Italiano
Home
  • Documenti
  • Archivio
  • Indice
  • Blog
  • Topic
  • TV
  • Canale scuola
  • Canale Innova
Home » Campi del sapere » Fisica

Così ho guidato LHC alle collisioni

  • Fisica
  • 2296 letture
Bookmark/Search this post with
  • Facebook Like
  • Share on Facebook
  • Linkedin Share Button
  • Tweet Widget
  • Print Pdf
  • Print Mail
Fisica

Dopo 17 mesi dall’incidente che prematuramente aveva bloccato il funzionamento dell’acceleratore, lo scorso martedí 30 marzo LHC é stato nuovamente sotto i riflettori delle televisioni e della stampa di tutto il mondo, per un avvenimento storico: la collisione di particelle alla piú alta energia mai raggiunta in precedenza dall’uomo.

La giornata era cominciata piuttosto presto. Alle 5:30, il parcheggio della sala di controllo appariva giá per metá pieno. All’interno, visi stanchi per il sonno e irrigiditi per la tensione che giá si faceva palpabile.

E il tutto ha assunto toni ancora piú drammatici quando, intorno alle 7, il primo tentativo di rampa si é infranto pochi minuti dopo il suo debutto.

Portare 2 fasci da 100 miliardi di protoni a collidere all’energia di 7 TeV nel centro di massa, non é in effetti una cosa tanto elementare. Soprattutto quando si tratta di una macchina grande e complicata come LHC. Nei suoi 27 km di circonferenza, diverse migliaia di magneti sono raffreddati alle temperature piú basse dell’universo, alimentati da correnti elevate e protetti da un sensibilissimo sistema di protezione. Senza considerare il complesso sistema di sensori e rivelatori che costituiscono l’intricata protezione per i fasci di particelle.

LHC accelera i protoni che vengono iniettati da SPS (Super Proton Synchrotron) dopo essere stati portati all’energia di 450 GeV. Due fasci, che ruotano in direzioni opposte e circolano a pochi centimetri l’uno dall’altro, sono ‘accelerati’ fino all’energia di 3.5 TeV. Una energia 3.5 volte superiore a quella dell’acceleratore americano Tevatron, fino a pochi mesi fa l’acceleratore piú potente al mondo. Non si tratta in realtá di una vera e propria accelerazione, nel senso che la velocitá delle particelle che arrivano da SPS é giá prossima a quella della luce. Si tratta piuttosto di una fase in cui, per mezzo di un sistema di potenti cavitá a radiofrequenza, si aumenta progressivamente l’energia di questi  protoni. Man mano che aumenta la loro energia, anche l’intensitá del campo magnetico che li confina nel tunnel deve aumentare, e quindi la corrente che genera questo campo magnetico. Da qui la definizione di rampa, l’aumento progressivo di energia ceduta ai protoni e di corrente che genera il campo di confinamento degli stessi.

Alle 7 iniziavo il mio shift, carico di tensione e di nervosismo, ma allo stesso tempo concentrato e determinato. Sapevo che quella avrebbe potuto essere “la mia occasione”, ma sapevo anche che con questo tipo di macchine, l’errore é sempre dietro l’angolo.

All’origine del fallimento della prima rampa, un problema nell’alimentatore di corrente di uno dei centinaia di circuiti di LHC. Appena verificato lo stato del convertitore e del circuito, siamo ripartiti per un nuovo tentativo.

A poco piú di due ore dal primo tentativo, la mia determinazione e il mio entusiasmo si sono nuovamente infranti contro quella che sembrava essere una giornata nera: pochi minuti dopo aver iniettato i due fasci e aver cominciato la rampa, un circuito principale di uno degli otto settori dell’acceleratore é andato in panne (provocando l’estrazione dei due fasci), a causa di un disturbo sulla linea di alimentazione.

La tensione e il nervosismo hanno cominciato a farsi sentire ancora piú pesanti e i sorrisi si sono trasformati in smorfie di sofferenza. Anch’io, da parte mia, ho vissuto momenti di vera paura e di sconsolata disperazione. Ma sapevo che prima o poi ci saremmo riusciti ed ho cominciato i preparativi per un nuovo tentativo.

Finalmente intorno alle 13, dopo una rampa di 50 minuti senza quasi respiro e in silenziosa concentrazione, i due fasci di protoni sono arrivati a 3.5 TeV. Nelle fasi successive sembrava di maneggaire un preziosissimo vaso di cristallo: una serie di regolazioni e misure (correzioni d’orbita, misure di tune e cromaticitá(sono state eseguite con una calma e una attenzione quasi maniacali; finché, pochi minuti piú tardi abbiamo inviato a collisione i due fasci scatenando l’euforia e gli applausi di giubilo nella sala di controllo di LHC ed in quelle degli esperimenti. In seguito, abbiamo stabilizzato i fasci e gli esperimenti hanno cominciato a raccogliere dati, iniziando quel lungo run che dovrebbe portarci, in pochi mesi, ad accumulare un numero di eventi che negli altri acceleratori ha richiesto anni di lavoro.

La nostra avventura é appena iniziata e molto rimane ancora da fare, dall’aumento della vita media dei fasci, all’aumento del numero dei pacchetti per fascio (due soli, contro i nominali 2808, sono stati accelerati in LHC) e dell’intensitá di ogni pacchetto, fino a “strizzare” sempre piú i nostri fasci per ottenere un rate di collisioni sempre piú elevato.

E in futuro, dopo uno stop di piú di un anno, un nuovo step in energia ci attende... ma questa é un’altra storia.

2 aprile, 2010 da Mirko Pojer


Commenti

Disclaimer

Chiediamo ai lettori, per rispetto di chi legge, di scrivere come di prassi in minuscolo. Il tuo commento verrà pubblicato solo dopo l'approvazione da parte della Redazione. Non verranno pubblicati commenti che violano le leggi sulla stampa, diffamatori, offensivi o che chiamano in causa terze persone per fatti non accertati. Non saranno pubblicati messaggi fuori tema o pretestuosi, o scritti con linguaggio non adeguato o irrispettoso per i lettori.

Condizioni generali del servizio

Chi invia un commento o si registra al sito sottoscrive le condizioni generali di contratto. Facendo ciò l'Utente si è assunto ogni più ampie responsabilità civile, penale e amministrativa relativa all'invio e alla pubblicazione del materiale trasmesso garantendo ogni più ampia manleva. L'utente riconosce a Scienza in rete e/o ai suoi aventi causa il diritto di conservare, riprodurre, diffondere e cancellare il materiale trasmesso. L’utente dichiara e garantisce il pacifico godimento di tutti i diritti relativi al materiale inviato. Pertanto, con l'invio del materiale, l'Utente cede e trasferisce a titolo gratuito e definitivo, senza limiti di spazio e di tempo, tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi al materiale inviato.

Invia nuovo commento

Se ti è piaciuto questo articolo aiuta Scienza in rete a crescere ancora, leggi come.

onair

Mirko Pojer
ritratto di Mirko Pojer
Fisica
CERN, Ginevra

Libri che ti potrebbero interessare

Gilmore, Robert. Alice nel paese dei quanti. Le avventure della fisica. 1996
Ghattas, Robert, Alfonsi Leonardo, and Gnucci Alessandro. Da qui a Maxwell il passo è breve. La prima guida all'animazione scientifica. 2011
Hawking, Stephen. Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo. 2011
Stewart, Ian. Dio gioca a dadi?. 1993
Gray, Theodore, and Mann Nick. Gli elementi. Alla scoperta degli atomi dell'Universo. 2011
  •  
  • 1 of 5
  • ››
La biblioteca di Scienza in rete>>

Più letti

  • Di oggi
  • Di sempre
  • L'intelligenza delle piante (27)
  • Sempre più vicini al bosone di Higgs (22)
  • Siamo nella sesta estinzione di massa? (18)
  • Quell'incerto confine tra la vita e la morte (17)
  • Il caso Martone e la piaga dei concorsi (13)
  • Quarant’anni fa l’uomo sbarcava sulla Luna? (16,074)
  • Le conquiste dell’adroterapia (15,136)
  • Valutazione della ricerca? No, grazie ... (14,507)
  • 2009, anno di Darwin o di Lamarck? (13,322)
  • Consegnate le firme dell'appello per Nerviano (11,415)

Pubblicati di recente

  • Articoli
  • Grafici
  • Immagini
  • Video
  • ITunes U parte da Pisa 10 Feb 2012
  • Mondi abitati? Ci vuole scienza e fantasia 09 Feb 2012
  • La situazione del (non) finanziamento italiano sull'AIDS 08 Feb 2012
  • Il caso Martone e la piaga dei concorsi 07 Feb 2012
  • Il giro del mondo in otto megalopoli 07 Feb 2012
  • Frane e inondazioni in Italia
  • uragani
  • I laboratori del Gran Sasso
  • Quanta neve in Antartide
  • Tethys e Titano
  • A New Map of the Moon
  • See video
  • See video
  • See video
  • See video

Esplora Scienza in rete

Campi del sapere

  • Campi del sapere
    • Scienze della vita
    • Scienze della Terra
    • Fisica
    • Matematica
    • Economia
    • Chimica
    • Scienze umane
    • Tecnologia
    • Ambiente & sanità

Scienza e società

  • Scienza e società
    • Politica della ricerca
    • Filosofia della scienza
    • Storia della scienza
    • Etica e scienza
    • Scienza e pace
    • Arte e scienza
    • Innovazione e impresa

Scuola

  • Scuola
    • Primaria
    • Secondaria
    • Università
    • Educazione informale
    • Scuolabook

Rubriche

  • Editoriale
  • App4Scientist
  • Breaking news
  • Janus
  • Monitor
  • Osservatorio sulla ricerca
  • Pro e contro
  • Recensioni
  • Segnali
  • Vero o falso?
  • 150 scienziati d'Italia
  • In agenda

Documenti

  • Grafici
  • Immagini
  • Video
  • Slide
  • Autori
  • Pubblicazioni
  • Rassegna stampa
  • Biblioteca

Partner del progetto

Siti amici

  • eurodesk   
    issnaf

Copyleft

Crediti

Voglio leggere di:

  • Ambiente
  • Astronomia
  • Biologia
  • Chimica
  • Fisica
  • Medicina
  • Politica della Ricerca
  • Scienze matematiche, fisiche e naturali
  • Scienze sociali
  • Tecnologia e scienze applicate

Icons by Axialis Team