Dall’industria alla sanità, per ridurre sprechi e curare meglio

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Dal mondo dell'industria è possibile trarre utili suggerimenti per migliorare l'assistena sanitaria eliminando sprechi ma soprattutto migliorando la qualità delle cure. Come? Se ne parla al Simposio internazionale sulla qualità, organizzato da Ismett e UPMC (University of Pittsburgh Medical Center) a Palermo (30 ottobre 2019). Protagonista il sistema Lean Six Sigma, sviluppato originariamente da Toyota per i processi industriali e traslato in latri ambiti come la sanità in vari paesi.

Secondo i dati dell’Oms nel mondo una percentuale della spesa sanitaria compresa tra il 20% e il 40% rappresenta uno spreco causato da un utilizzo inefficiente delle risorse. E anche se in una classifica stilata da Bloomberg la sanità italiana nel 2018 si è piazzata al quarto posto per efficienza nel mondo, c’è ampio spazio per migliorare, come sappiamo: dai tempi di attesa troppo lunghi alle diagnosi sbagliate, dalle prescrizioni non corrette agli errori medici. Oggi peraltro sappiamo che spesso gli errori non derivano dal fare poco, ma dal fare troppo. Lo ha messo in evidenza il progetto Choosing wisely che è giunto anche in Italia e il cui scopo è eliminare, con il sostegno delle società scientifiche, l’eccesso di diagnosi e cure non necessarie e non supportate da prove di efficacia che fanno male alla salute dei cittadini e hanno un impatto negativo sull’economia.

E’ in questa doppia direzione – curare meglio i pazienti eliminando gli sprechi - che va il tentativo di applicare metodi messi a punto in ambito industriale, alla sanità. La metodologia conosciuta come "Lean Six Sigma" unisce le tecniche che appartengono al Six Sigma, utili per la riduzione dei difetti, ai principi della Lean manufacturing, la produzione snella divenuta famosa perché applicata dal sistema di produzione della Toyota, che sono utili per snellire le procedure e velocizzare i processi.

Di questo si parla oggi al Palazzo dei Normanni di Palermo al “II Simposio internazionale sulla qualità” organizzato da ISMETT e UPMC (University of Pittsburgh Medical Center).

Nel corso del simposio, Henry Otero (del Virginia Mason Institute) e Eric Bakow (dell’UPMC) raccontano la loro esperienza sviluppata in anni di utilizzo del metodo Lean Six Sigma negli Stati Uniti. “La metodologia – spiega Bakow - che prevede cinque fasi (Definisci, Misura, Analizza, Migliora, Controlla) sfrutta i dati nel processo decisionale”. “Al Virginia Mason Institute lo applichiamo da vent’anni in tutti i settori, dall’amministrazione alla chirurgia, al pronto soccorso – aggiunge Otero, uno dei massimi esperti del settore giunto a Palermo per insegnare come utilizzare il metodo - con risultati molto interessanti: ridurre gli elementi di distrazione per gli infermieri in modo che trascorrano il 90% del loro tempo al letto del paziente; migliorare il percorso clinico per consentire a medici, infermieri e personale di completare il lavoro sul paziente entro la fine di ogni giorno; ridurre i tempi di attesa per i pazienti nel pronto soccorso; eliminare i difetti nella profilassi del tromboembolismo venoso attraverso l'applicazione di principi di correzione degli errori. Il risultato più importante, tuttavia, è stato il costante e continuo miglioramento della soddisfazione dei pazienti”.

Parlando di medicina però dobbiamo chiederci se l’eliminazione degli sprechi si riflette anche in un miglioramento degli standard di qualità delle cure offerte ai pazienti. “Sebbene non li abbiamo misurati direttamente – spiega Eric Bakow di UPMC – i guadagni per la salute si possono dedurre dalla riduzione delle riammissioni in ospedale o dalla prevenzione delle infezioni”.

Nel corso del simposio vengono portate anche esperienze da altre regioni, dalla Toscana alla Lombardia, alla Sicilia su come applicare questo metodo nel nostro Paese.

Nei processi di snellimento, però, non bisogna dimenticare il ruolo fondamentale dei pazienti: “Quando abbiamo iniziato – spiega Otero - pensavamo di sapere cosa volessero i pazienti e di cosa avessero bisogno. Ma poi abbiamo capito che avevamo torto. Ora includiamo i pazienti in ogni fase dei processi di progettazione e nel nostro modello di processo decisionale condiviso. Io credo che le vere innovazioni nell'assistenza sanitaria verranno da quelle organizzazioni che includono i pazienti come partner alla pari”.

In occasione del simposio verrà premiato il migliore progetto Lean presentato dagli operatori di ISMETT. I tre progetti selezionati tra i quali si sceglierà il vincitore nel corso del simposio riguardano un programma di Antifungal Stewardship sull’appropriatezza di prescrizioni, consumi e costi dei farmaci antimicotici; l’appropriatezza prescrittiva per l’esame colturale delle urine; la gestione digitale del magazzino di radiologia. Tre progetti che hanno identificato ed eliminato quelle attività che non hanno valore aggiunto, snellendo così i processi e migliorando l’efficienza.

 

 

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