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Il costo dell'inquinamento

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Il progetto europeo Aphekom, coordinato dall’Istituto francese per la sorveglianza della salute pubblica (InVS), ha presentato il 2 marzo a Parigi i risultati di uno studio triennale sull’inquinamento atmosferico e il suo impatto sulla salute, condotto da 60 ricercatori in 25 città in tutta Europa. Dispiace per gli increduli, ma i dati sono ancora una volta preoccupanti, con la rilevante novità che all'impatto sanitario viene associato quello economico.

Risulta così che se le 25 città europee coinvolte nello studio (da Barcellona ad Atene, da Bucarest a Roma, da Londra a Stoccolma) riducessero le concentrazioni di polveri (PM10 e PM 2,5) alle soglie di sicurezza raccomandate dall'Organizzazione mondiale della sanità (rispettivamente 20 µg/m3 e 10 µg/m3), si risparmierebbero 19.000 morti (di cui 15.000 per malattie cardiovascolari) e 31,5 miliardi di euro. Ogni anno.

Posta in questi termini, la ricerca assume una precisa valenza politica, poiché oltre al danno assai rilevante, indica una strada per sanarlo. Investire anche in modo consistente in misure di mitigazione ambientale (soprattutto sulla mobilità, le emissioni industriali e i sistemi di riscaldamento) sarebbe a saldo zero. Le vite e le malattie risparmiate dal minor inquinamento si tradurebbero infatti in minori spese sanitarie e in maggiore produttività. Più salute, insomma, ma anche più PIL. Chissà che formulata così l'emergenza inquinamento non suoni meglio alle orecchie dei decisori.

Nella classifica delle 25 città studiate Roma (peraltro non tra le città italiane più inquinate) è ai primi posti, con una concentrazione atmosferica di 39 µg/m3 di PM10 e di 21 µg/m3 di PM 2,5 . A ben vedere, siamo quasi nei termini di legge, ma ben al di sopra delle soglie raccomandate dell'OMS, pari alla metà degli attuali limiti di legge (rispettivamente 20 e 10 µg/m3). La media del valore massimo della media mobile a otto ore della concentrazione di ozono (O3) è invece di 73 µg/3, quindi entro le linee guida OMS (100 µg/m3). Ovviamente un calcolo del genere applicato a una città molto più inquinata come Milano darebbe cifre ancora più alte.

La Valutazione di impatto sanitario (VIS) condotta su Roma dal Dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio (Forastiere et al.) ha utilizzato due scenari per valutare i benefici della riduzione di PM10, ozono e PM2.5: una riduzione di 5 µg/m3 e la riduzione fino ai livelli delle linee guida OMS. Il PM10 e l’ozono sono stati usati per valutare gli effetti a breve termine dell’esposizione ad inquinamento dell’aria e il PM2,5 è stato utilizzato per valutare gli effetti a lungo termine dell’esposizione.

Se Roma si adeguasse ai limiti OMS risparmierebbe 1.278 morti per malattie croniche. Se un decremento paragonabile a questo avvenisse sul PM10, i romani si eviterebbero anche 227 morti per accidenti a breve termine e un migliaio di ricoveri all'anno. Tutto considerato 2,2 miliardi di euro risparmiati all'anno. Quasi un miliardo se la riduzione fosse solo di 5µg/m3 .

La tabella riassume i risultati principali per le polveri sospese per Roma:

Risultati principali    
 Effetti a breve termineEffetti a lungo termine
 PM10 PM2,5 
 riduzione di 5µg/m3riduzione a 20 µg/m3 (linee-guida OMS)riduzione di 5µg/m3riduzione a 10 µg/m3 (linee-guida OMS)
Mortalità    
Anni di vita guadagnati a 30 anni 0,41
Numero annuale di morti per cause cardiovascolari evitabili 471997
Numero annuale di morti per cause naturali evitabili612275941.278
Guadagno economico (milioni di euro)5,319,7983,12.115,1
Ospedalizzazioni per malattie respiratorie    
Numero annuale di casi evitabili158579  
Guadagno economico (milioni di euro)0,62,3  
Ospedalizzazioni per malattie cardiache    
Numero annuale di casi evitabili118434
Guadagno economico (milioni di euro)0,51,7

Con una riduzione di 5 µg/m3 della concentrazione media di ozono si invece eviterebbero 32 morti, 31 ricoveri di anziani per malattie cardiache e 5 ricoveri nella popolazione di 15-64 anni per malattie respiratorie.

Per calcolare l'impatto economico dell'inquinamento (peraltro sottostimato, perché riferito solo ai danni sanitari), i ricercatori hanno preso come riferimento il “valore” della vita (media su tutte le età) stabilita per consenso fra gli economisti sanitari europei con il metodo della “willingness to pay”: 1.600.000 euro a testa, che moltiplicato per le stime epidemiologihe dà appunto i 30 miliardi di euro che le 25 città esaminate potrebbero risparmiare.

Alcune metropoli, come Londra, Dublino e Stoccolma, in realtà rientrano già negli standard dell'OMS. Altre, come Bucarest, Budapest, Barcellona, Atene e Roma sono più inquinate e avrebbero quindi molto da guadagnare da radicali progetti di risanamento dell'aria. Il guadagno può essere esspresso anche in mesi di vita media in più da parte di chi oggi ha trent'anni: ben 22 mesi a Bucarest, 12 a Roma e nemmeno uno a Stoccolma, dove il più è stato fatto.

predicted average gain in life expectancy
#LLL#
Figura 1 | Predicted average gain in life expectancy (months) for persons
30 years of age and older in 25 Aphekom cities for a decrease in average
annual level of PM2.5 to 10μg/m3 (WHO's Air Quality Guideline)

Fra gli altri risultati dello studio Aphekom, emerge che a Roma il 23% dei residenti vive a meno di 75 metri da una strada ad alto traffico. I risultati dello studio mostrano che l’11% dei casi di aggravamento di asma nei bambini, il 18% di problemi acuti negli anziani affetti da bronco pneumopatia cronico ostruttiva, e il 23% di problemi acuti negli anziani malati di malattie coronariche possano essere attribuiti al forte inquinamento nell’area di residenza.

“Questi importanti risultati evidenziano i benefici economici e sanitari derivanti dalla possibile politica sull’inquinamento atmosferico” osservano i ricercatori italiani. “Tale politica deve essere orientata a quei benefici che potrebbero derivare dalla regolamentazione dell’inquinamento in prossimità di strade ad alta densità di traffico”.

Italia Nostra: Serve una politica nazionale anti smog
Il sito dello studio Aphekom

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