fbpx Come fare una domanda di finanziamento ad AIRC | Scienza in rete

Come fare una domanda di finanziamento ad AIRC

Primary tabs

Tempo di lettura: 2 mins

Il 20 gennaio 2012 sono usciti i bandi per chiedere un finanziamento all’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (AIRC). Si tratta di un appuntamento annuale molto atteso da chi si occupa di ricerca sul cancro, data l’importanza dei quasi 100 milioni di Euro, erogati nel solo 2010 dal sistema AIRC-FIRC, per la comunità della ricerca oncologica italiana.

Siamo consapevoli che presentare una domanda di finanziamento ad AIRC è un impegno notevole per i ricercatori, che devono raccontare in modo efficace e puntuale perché la loro ricerca è innovativa e rilevante per il cancro; perché è fattibile; e perché chi la propone è la persona più adeguata a condurla. Come se non bastasse, tutto questo va scritto nella lingua internazionale della ricerca, l’inglese, che possibilmente dev’essere fluida e piacevole.

Per aiutare i ricercatori a scrivere un’application efficace abbiamo condensato in una piccola guida (si vedano le slides allegate) alcuni consigli, basati sull’esperienza dei Scientific officers di AIRC, che ogni anno leggono le centinaia di progetti presentati ad AIRC e le migliaia di commenti scritti dai revisori, soprattutto stranieri, che li valutano. La guida è stata presentata alle Università di Pavia e di Milano lo scorso dicembre, ma oggi AIRC ha l’opportunità di diffonderla a tutta la comunità scientifica italiana grazie a Scienza in rete.

La guida, in inglese, è preceduta da una breve introduzione che racconta come si è evoluta la missione di AIRC in quasi cinquant’anni di vita dell’Associazione. Quindi presenta i tipi di finanziamento previsti dai bandi 2012 ed entra nel merito dei principi del processo di valutazione, basato sugli standard internazionali della peer review. Infine fornisce alcuni suggerimenti pratici per sottomettere una domanda ragionata e calibrata.

Rendere il cancro sempre più curabile è la missione che quasi 2 milioni di soci hanno affidato, tramite AIRC, a circa 3000 ricercatori sostenuti dall’Associazione. Selezionare i progetti di questi ricercatori nel modo più meritorio e trasparente è il nostro lavoro. Aiutare a presentare le loro idee in maniera chiara ed efficace è un piccolo contributo che abbiamo pensato di dare a tutti gli scienziati, dai più giovani ai più esperti, che si sforzano di ricambiare la fiducia riposta nelle loro ricerche con un impegno incondizionato a rendere più innocui i tumori.

Lisa Vozza
Coordinatrice
Ufficio di Peer Review
Associazione italiana per la ricerca sul cancro (AIRC)


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Influenza aviaria, le infezioni nei bovini e la risposta sanitaria

Si riaccende l'attenzione sull'influenza aviaria, soprattutto dopo la recente scoperta di un ceppo ad alta patogenicità in bovini da latte negli Stati Uniti. Il salto di specie rimarca la capacità dei virus influenzali di adattarsi e infettare nuovi ospiti, aumentando la necessità di sistemi di sorveglianza e risposta efficaci. Nonostante i rischi, attualmente non ci sono prove di trasmissione diretta tra bovini; le misure di controllo si concentrano sulla prevenzione del contagio e la protezione dei lavoratori esposti.

Ora che la pericolosità delle infezioni da Covid-19 è stata domata, anche se non completamente sconfitta (più di 3.000 nuovi casi notificati negli ultimi 30 giorni e un non trascurabile numero di ricoveri in ospedale), i virus dell’influenza aviaria si riaffacciano all’attenzione di chi studia l’orizzonte di prossime eventuali minacce pandemiche. Soprattutto da quando, il 25 marzo 2024, i funzionari federali del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti hanno annunciato di aver identificato un ceppo di influenza aviaria ad alta patogenicità in alcuni bovini da latte.