fbpx Alessandro Amato: una lezione sui terremoti, da Lisbona ad Amatrice | Scienza in rete

Alessandro Amato: una lezione sui terremoti, da Lisbona ad Amatrice

Primary tabs

Tempo di lettura: 1 min

Al Festival della scienza Alessandro Amato, geologo e dirigente di ricerca presso l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ha tenuto una conferenza sui terremoti partendo dal sisma in centro Italia di questi giorni. Nell'intervista l'esperto spiega perché i sismi non sono prevediibili, e perché si è parlato nei giorni scorsi di magnitudo diverse (6.1 scala Richter, 6.5 magnitudo del momento sismico).

Dopo ogni terremoto c’è qualcuno che lo aveva previsto: i Maya, la zia Santuzza, il cane del vicino. In questa lezione (vedi sotto) Alessandro Amato ci porta in viaggio attraverso le narrazioni dei terremoti e dei tentativi di prevederli, costellate di pochissimi acuti e tantissimi fallimenti. Un'analisi delle narrazioni bizzarre formulate da personaggi pittoreschi ma anche delle teorie di scienziati e filosofi, da Aristotele a Kant, da Lucrezio a Rousseau. Un viaggio tra terremoti e previsioni, dalla Cina alla California, passando per L’Aquila e Amatrice. Amato è autore del libro "Sotto i nostri piedi. Storie di terremoti, scienziati e ciarlatani", (Codice Edizioni 2016).

Iscriviti alla newsletter

Le notizie di scienza della settimana

 

No spam, potrai cancellare la tua iscrizione in qualsiasi momento con un click.

 

altri articoli

La legge di bilancio 2023 e il silenzio sulla ricerca

La spesa in ricerca per il 2023 è sostanzialmente immutata rispetto allo stanziamento della legge di bilancio dell’anno scorso per il 2022 ma in leggera crescita rispetto agli anni precedenti grazie al contributo del PNRR. Se però si tiene conto dell’inflazione attuale e di quella prevista nei prossimi anni, la crescita risulta molto ridimensionata e la caduta del valore reale della spesa interviene prima dell'esaurimento dei fondi PNRR (Foto di Kelly Sikkema su Unsplash, modificata da Scienza in rete).

La legge di bilancio per il 2023, approvata il 29 dicembre 2022, non introduce novità sul fronte della ricerca e dell’università.