Sandro Fuzzi

Associato di Ricerca dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Bologna. Da 40 anni si occupa di scienze atmosferiche ed è stato il pioniere in Italia, ad inizio degli anni ’80, degli studi sulla chimica dell’atmosfera. Il suo principale interesse scientifico è nel campo dei processi chimici e fisici nel sistema Terra e degli effetti dei cambiamenti nella composizione dell’atmosfera sul clima, gli ecosistemi, la qualità dell’aria e la salute umana. È autore di oltre 200 lavori su riviste e libri internazionali, e di oltre 300 comunicazioni a convegni internazionali e nazionali. Fa parte della lista “Highly Cited Researchers” che comprende l’1% degli scienziati più citati al mondo nel campo delle Geoscienze. Ha partecipato alla stesura del 4° e del 5° Rapporto dell’Intergovernmental Panel for Climate Change (IPCC), l’organismo delle Nazioni Unite per la valutazione dello stato del clima. E’ stato recentemente invitato a partecipare alla stesura del 6° Rapporto IPCC la cui pubblicazione è prevista per la primavera 2021. Si occupa inoltre del trasferimento tecnologico verso le imprese dei risultati scientifici nel campo dell’ambiente e dell’energia ed è Presidente del Cluster “Energia e Sviluppo Sostenibile” della Rete Alta Tecnologia della Regione Emilia-Romagna. 

Cambiamento climatico: trent'anni di IPCC

"Come Hell or High Water", Credit: photo by Michael Pinsky - Flickr - Licenza: CC BY-SA 2.0.

L’Intergovermental Panel on Climate Change, (IPCC) compie trent’anni. Fu infatti costituito nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite: l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) e il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP) allo scopo di fornire ai governi di tutti i Paesi valutazioni periodiche basate sulle migliori informazioni scientifiche disponibili sul cambiamento climatico, i suoi impatti e le possibili opzioni per la mitigazione e l’adattamento.

Ricerca di base e ricerca applicata: il quadrante di Pasteur

Con la pubblicazione del nuovo Piano Nazionale per la Ricerca (PNR), al di là delle valutazioni (importantissime!) di merito, si rinfocola ancora una volta l’annoso dibattito sulla differenziazione ricerca di base-ricerca applicata, dibattito che porta spesso ad analisi sulla valenza ed efficacia del finanziamento alla ricerca che lasciano, a mio avviso, il tempo che trovano.