fbpx Silvio Garattini applaudito al Festival di Sarzana | Scienza in rete

Silvio Garattini applaudito al Festival di Sarzana

Read time: 1 min

Silvio Garattini ha tenuto questa mattina il suo intervento come da programma durante l'ultimo giorno del Festival della mente di Sarzana. Il pubblico ha riempito fino all'ultimo posto disponibile la Sala Canale Lunense per ascoltare il Direttore dell'istituto Mario Negri, nonostante le contestazioni di  gruppi di animalisti che anche oggi hanno cercato di ostacolare e boicottare la partecipazione di Garattini, accusandolo di "inciviltà" dopo le provocazioni delle ultime settimane (continuate fino a ieri, alla Festa del Libro di Montereggio).
Silvio Garattini, supportato da un lungo applauso del pubblico, non ha risposto tuttavia alla contestazione in sala, se non aspettando di poter prendere la parola sul tema dell'invecchiamento cerebrale e dello stato dell'arte degli studi sull'Alzheimer, un "termine generale che comprende in realtà diverse malattie".

Garattini, in particolare, ha descritto gli esperimenti grazie ai quali riusciamo a conoscere meglio la malattia, anche attraverso l'uso degli animali in ricerca (incrociando il DNA di topo nel ceppo dell'Alzheimer, per esempio) e i fattori responsabili della perdita di memoria nei pazienti affetti da questa patologia, come gli oligomeri.
Per contrastare l'evoluzione della malattia, i possibili interventi pratici sono una dieta varia e moderata, attività fisica e cercare di stimolare l'attività intellettuale con la curiosità e soprattutto, con l'interazione sociale e la creatività. Silvio Garattini ha sottolineato che proprio quest'ultima è un"atteggiamento della mente che non accetta il vecchio, ma affronta il nuovo senza convinzioni precostituite". 

Prima di rispondere alle domande del pubblico in sala, Garattini ha indicato tre riferimenti da seguire: "Prevedere i bisogni futuri, fare politica di prevenzione e promuovere la ricerca".

Autori: 
Sezioni: 
Eventi

prossimo articolo

Hamnet, dove il dolore diventa immortale

Lo strazio di una madre e il senso di colpa di un padre che non era presente, la terribile disgrazia che ha colpito la vita di William Shakespeare e di sua moglie Anne Hathaway, la morte del figlio undicenne diventa un’opera così ben narrata da risultare il miglior film drammatico ai Golden Globe 2026.

In copertina: screenshot dal traile di "Hamnet. Nel nome del figlio"

Steven Spielberg, produttore con Sam Mendes di Hamnet, ha deciso sin dall’inizio di proporne (anche insistendo) la direzione a Chloé Zhao, la regista di origine cinese che è diventata la prima e unica donna non bianca a vincere il premio alla miglior regia con Nomadland, per il suo approccio olistico, per il suo dirigere emotivo ed emozionale: una regista dei sentimenti.