fbpx Silvio Garattini applaudito al Festival di Sarzana | Scienza in rete

Silvio Garattini applaudito al Festival di Sarzana

Read time: 1 min

Silvio Garattini ha tenuto questa mattina il suo intervento come da programma durante l'ultimo giorno del Festival della mente di Sarzana. Il pubblico ha riempito fino all'ultimo posto disponibile la Sala Canale Lunense per ascoltare il Direttore dell'istituto Mario Negri, nonostante le contestazioni di  gruppi di animalisti che anche oggi hanno cercato di ostacolare e boicottare la partecipazione di Garattini, accusandolo di "inciviltà" dopo le provocazioni delle ultime settimane (continuate fino a ieri, alla Festa del Libro di Montereggio).
Silvio Garattini, supportato da un lungo applauso del pubblico, non ha risposto tuttavia alla contestazione in sala, se non aspettando di poter prendere la parola sul tema dell'invecchiamento cerebrale e dello stato dell'arte degli studi sull'Alzheimer, un "termine generale che comprende in realtà diverse malattie".

Garattini, in particolare, ha descritto gli esperimenti grazie ai quali riusciamo a conoscere meglio la malattia, anche attraverso l'uso degli animali in ricerca (incrociando il DNA di topo nel ceppo dell'Alzheimer, per esempio) e i fattori responsabili della perdita di memoria nei pazienti affetti da questa patologia, come gli oligomeri.
Per contrastare l'evoluzione della malattia, i possibili interventi pratici sono una dieta varia e moderata, attività fisica e cercare di stimolare l'attività intellettuale con la curiosità e soprattutto, con l'interazione sociale e la creatività. Silvio Garattini ha sottolineato che proprio quest'ultima è un"atteggiamento della mente che non accetta il vecchio, ma affronta il nuovo senza convinzioni precostituite". 

Prima di rispondere alle domande del pubblico in sala, Garattini ha indicato tre riferimenti da seguire: "Prevedere i bisogni futuri, fare politica di prevenzione e promuovere la ricerca".

Autori: 
Sezioni: 
Eventi

prossimo articolo

Eutanasia: rispettare le volontà, anche quando è difficile riconoscerle

Ulisse e le sirene

Nel dibattito sul fine vita le decisioni più difficili da accettare sono quelle che provengono dal disagio mentale. Ma proprio su questi temi è bene che le discussioni siano il più possibile ancorate ai fatti e le scelte informate e consapevoli siano riconosciute e rispettate. Ulisse e le Sirene , dipinto di John William Waterhouse, The Art History Archive 

Una ricerca su PubMed e su Ngram Viewer mostra che la frequenza del termine eutanasia, nel lessico generale e in quello medico in lingua inglese, è più o meno costante fino al 1960, poi cresce esponenzialmente fino al 2000 e declina in modo relativamente lento. In Italia, il picco è spostato in avanti di circa dieci anni e negli ultimissimi il declino si è invertito. Una spiegazione plausibile della crescita esponenziale è che si parli di più di eutanasia perché, anche se si vive più a lungo, si muore peggio che in passato: la morte degenerativa ha sostituito quella acuta.