Un servizio multimediale di raccolta di sms, e-mail e segnalazioni Twitter per monitorare lo svolgimento delle elezioni presidenziali in Afghanistan. Alive in Afghanistan è l’ultimo progetto di Small World News che ha offerto ai cittadini la possibilità di segnalare scorrettezze, manomissioni, intimidazioni ed incidenti nelle procedure elettorali dello scorso 20 agosto. Le informazioni sono raccolte attraverso la tecnologia di Frontline SMS e Ushahidi, già usati per altri progetti in paesi in via di sviluppo. Questi servizi hanno permesso alle popolazioni di aree remote di inviare notizie su incidenti e alterazioni nelle procedure di voto, in modo da renderle disponibili e “visualizzabili” on-line sulla mappa del paese.I messaggi di testo, verificati ed integrati con il contributo di una fitta rete di giornalisti professionisti dell’agenzia Pajhwok Afghan News, servono a mantenere continuamente aggiornato il sito. E i dati raccolti sono rappresentati in mappe interattive facilmente accessibili a tutti. I limiti del sistema sono evidenti, solo una minoranza della popolazione ha la possibilità di contribuire e di consultare questo servizio, ma l’iniziativa è un buon punto di partenza per la libera diffusione delle informazioni. Un valido tentativo di mettere la tecnologia al servizio dell’informazione e della correttezza.
Risorse web ed elezioni in afghanistan
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(Ri)guardare ER nel 2026

Rimesso a disposizione su Netflix, "ER – Medici in prima linea" resta un caposaldo dei medical drama. Rivederla a oltre trent’anni dal debutto non significa solo ritrovare casi clinici e personaggi, ma misurare quanto siano cambiati la medicina e il lavoro sanitario non meno delle rappresentazioni sociali della malattia. E forse anche accorgersi che, più delle pratiche e della realtà, a evolversi rapidamente sono stati i modi di raccontarle.
Nell'immagine di copertina: screenshot dalla sigla di ER - Medici in prima linea
Netflix ha messo a disposizione sulla sua piattaforma la serie ER – Medici in prima linea. Per chi l’aveva appassionatamente seguita ai tempi, odi et amo: da una parte ci toccano 15 anni di puntate da rivedere, dall’altra è l’occasione di immergersi in una serie nota, amata e che ha letteralmente fatto la storia di enorme successo dei medical drama. E, in questo modo, anche di farsi due conti su come è cambiata non solo la medicina sensu strictu, ma anche i suoi rapporti con la società e il modo di raccontarla.