Gli uomini preistorici impararono a utilizzare il calore per modellare la pietra molto prima di quanto si pensasse. Un gruppo di ricercatori guidati da Kyle Brown, dell'Università di Cape Town in Sud Africa, attraverso i metodi dell'archeologia sperimentale, ha dimostrato che gli strumenti di pietra ritrovati nel sito di Pinnacle Point, sulla costa sudafricana, risalenti certamente a più di 70.000 anni fa e forse addirittura a 164.000 anni fa, non potevano essere stati prodotti senza l'ausilio del calore. E neppure con il semplice fuoco di un accampamento, ma solo con un procedimento che richiedeva 20-40 chili di legname per esporre la pietra a una temperatura di circa 300 gradi per almeno una trentina di ore. Un'ulteriore dimostrazione della diffusione di comportamenti assai evoluti ben prima dell'epoca in cui, circa 35.000 anni fa, gli uomini primitivi migrarono in Europa.
Fonderie preistoriche
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Neanderthal dal dentista?

Dagli oranghi che si spalmano impacchi vegetali contro l’infiammazione, fino alle api che difendono l’alveare con sostanze antimicrobiche: la medicina che conosciamo ha radici molto profonde, antiche e condivise. Alice Mosconi ci porta in un viaggio nella zoofarmacognosia, nel quale sfuma il confine tra istinto, apprendimento e cultura, nel quale si incontrano specie lontane e vicine, dagli oranghi di Borneo ai nostri antenati tra i ghiacci delle Alpi. In una storia naturale della cura prima dei camici bianchi.
Nell'immagine di copertina: elaborazione grafica da Zubova AV et al, PLOS One (2026). Licenza: CC BY 4.0
Quando pensiamo alla medicina, la immaginiamo come una pratica relativamente recente (almeno quella che funziona) e appannaggio solo della nostra specie. Ma la ricerca del benessere, o, per lo meno, il tentativo di alleviare il dolore o combattere una malattia è qualcosa di molto più antico e molto più diffuso anche negli animali non umani di quanto siamo disposti ad ammettere.