fbpx Galassie Green Peas | Page 4 | Scienza in rete

Galassie Green Peas

Read time: 2 mins

Immaginiamo di avere un archivio con le fotografie di un milione di persone che vorremmo opportunamente catalogare in vista di una indagine statistica. Fatti due conti del tempo occorrente, è facile constatare come il nostro tentativo andrebbe incontro a un misero fallimento. L'unica via d'uscita sarebbe poter contare sull'aiuto di migliaia di persone disposte a collaborare nella titanica impresa.

Questo è lo spirito che nel luglio 2007 ha animato la nascita del Galaxy Zoo Project. Da catalogare non c'erano immagini di persone, bensì quelle di un milione di galassie, l'immensa banca dati collezionata dai telescopi robotizzati della Sloan Digital Sky Survey. Aperto a chiunque voglia collaborare, nel primo anno il progetto ha visto la partecipazione di oltre 150 mila persone da ogni parte del mondo.

In questi giorni è stata annunciata l'ultima scoperta resa possibile da questa fantastica collaborazione. Carolin Cardamone (Yale University) e altri astronomi hanno infatti studiato in dettaglio 250 oggetti particolari che i volontari di Galaxy Zoo avevano scherzosamente catalogato con il nomignolo di "Green Peas" (letteralmente: pisellini) per il loro colore verdognolo, le piccole dimensioni e la forma tondeggiante. La ricerca, di prossima pubblicazione su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, ha messo in luce che si tratta piccole galassie estremamente compatte, ma con un elevatissimo tasso di produzione stellare. Distanti tra 1,5 e 5 miliardi di anni luce, queste galassie sono cento volte meno massicce della Via Lattea, ma fabbricano stelle ad un ritmo dieci volte più intenso.

"Il loro studio dettagliato - ha sottolineato Kevin Schawinski, uno dei fondatori di Galaxy Zoo - potrà darci preziose informazioni sui meccanismi evolutivi delle galassie".

Fonti: 

Yale University 

Galaxy Zoo

Sloan Digital Sky Survey 

 

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

NO, grazie. Metafore e considerazioni sparse sul referendum

In controluce nero su fondo bianco una mano introduce una scheda elettorale nell'urna

Pochi giorni ormai ci separano dal voto del referendum, ma ancora c’è tempo per chiarirsi le idee sui punti principali su cui saremo chiamati a dire la nostra. A partire da una considerazione: che il processo non è una partita di calcio, ma uno strumento scientifico per arrivare, per quanto possibile, alla verità, senza la quale non vi è giustizia. Il problema delle nomine al CSM è reale: ma se per eliminare una fastidiosa zanzara si impugnasse un bazooka e si sparasse al muro, sarebbe lecito pensare che l’obiettivo sia il muro, la zanzara solo il pretesto.

Crediti immagine: Element5 Digital su Unsplash

Mi sono state richieste riflessioni, sintetiche, sulle ragioni per cui si dovrebbe votare NO alla riforma costituzionale a breve al definitivo vaglio dei cittadini attraverso referendum.

Tenuto conto del numero di criticità che affliggono la proposta di modifica della carta fondamentale, dal metodo usato per approvarla (iniziativa governativa, nessun emendamento del Parlamento, in definitiva: una gran fretta), al merito, al pronostico sui suoi effetti, la sintesi si tradurrebbe in approssimazione. Mi limito dunque a osservazioni sparse.