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L'automobilista si sbaglia

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Chi guida sottovaluta la sonnolenza che incombe. Lo ha dimostrato un gruppo di studio della Daimler, in Germania, guidato da Eike Schmidt, che ha eseguito un test su volontari invitati a guidare per quattro ore su un'autostrada, senza qualcuno con cui parlare né radio da ascoltare, affinché il viaggio risultasse più noioso. Ogni venti minuti i ricercatori chiedevano a chi era alla guida di quantificare il suo stato di veglia, confrontando la risposta ricevuta con i dati oggettivi ricevuti dalla misurazione della frequenza cardiaca e delle onde cerebrali e dalla rapidità con cui il guidatore rispondeva, premendo un bottone col pollice, a un suono prestabilito. Nel corso dell'esperimento la vigilanza è andata diminuendo: nell'ultima delle quattro ore del viaggio, sebbene gli automobilisti si dichiarassero ancora perfettamente svegli, gli strumenti svelavano che non era così. Un sistema installato sulle auto, a questo punto, potrebbe segnalare la necessità di una sosta.

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Neuroscienze

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Tre uomini convinti di essere Gesù, i molti «Napoleoni» ricoverati nella Francia dell’Ottocento, persone che percepiscono un proprio arto come estraneo: nel suo saggio, lo psicologo Douwe Draaisma attraversa alcuni dei più singolari inganni della mente. Ma “I tre Gesù del Michigan e altri curiosi casi di illusioni e inganni della mente” (Codice Edizioni, 2026) è anche un viaggio nella storia della psichiatria e nel modo in cui è cambiato il nostro sguardo sui suoi pazienti. Perché i deliri non nascono fuori dal tempo: parlano dell’epoca, della cultura e dell’ambiente in cui prendono forma. Mostrando il tentativo della mente di preservare, anche nelle condizioni più estreme, una propria coerenza.

C’è poco da girarci intorno: molti disturbi psichiatrici, per terribili che siano a livello umano, ci risultano affascinanti. Non è un caso che abbiano ispirato libri e film, a volte autobiografici, altre più o meno romanzati: da Una stanza piena di gente di Daniel Keyes a A beautiful mind, da La ragazza interrotta (che è stato sia libro sia film) fino all’opera omnia del neurologo Oliver Sacks, che di quei disturbi ha fatto il centro della sua narrazione in chiave divulgativa.