fbpx C‘è già il farmaco contro l’acidosi lattica | Page 4 | Scienza in rete

C‘è già il farmaco contro l’acidosi lattica

Read time: 2 mins

E’ stato appena pubblicato su Science Translational Medicine un lavoro paradigmatico di due temi tra i più ricorrenti oggi nel mondo della scienza biomedica: da un lato il drug repositioning, cioè la possibilità di utilizzare farmaci già esistenti per indicazioni nuove, emerse in laboratorio; dall’altro, l’opportunità di curare condizioni molto comuni partendo dallo studio dei meccanismi alla base di malattie rare. La malattia studiata in questo caso dal gruppo di Nicola Brunetti-Pierri del TIGEM di Napoli è il deficit di piruvato deidrogenasi, un enzima essenziale per il metabolismo della cellula, in assenza del quale si accumulano nell’organismo grandi quantità di acido lattico, con gravi conseguenze soprattutto a livello del sistema nervoso centrale. «L’aggiunta di gruppi fosfato blocca la funzione dell’enzima» spiega il giovane ricercatore dell’Istituto Telethon, «che quindi nell’organismo è presente in un equilibrio tra forma attiva e inattiva».

Una piccola quantità di piruvato deidrogenasi è comunque sempre presente anche nei malati più gravi di questo deficit ereditario: la sua totale mancanza è probabilmente incompatibile con la vita. Per questo i ricercatori hanno pensato di provare a spostare l’ago della bilancia, riducendo al minimo la quantità della forma fosforilata, e quindi inattiva, e sfruttando al massimo quella esistente.

Per fare questo hanno usato un farmaco già utilizzato in altre malattie metaboliche, il fenilbutirrato, che si lega all’enzima responsabile della fosforilazione, la piruvato deidrogenato chinasi, impedendogli di agire. «Abbiamo dimostrato che l’aggiunta del farmaco aumenta l’attività dell’enzima nelle colture cellulari, ma anche in modelli animali della malattia, dai topi ai zebrafish, i quali galleggiano inerti ma, assunto il medicinale, ricominciano a nuotare» racconta Brunetti-Pierri.

La terapia non è ancora stata provata sugli esseri umani, ma il fatto che il farmaco sia già stato approvato e registrato per altre indicazioni potrebbe accelerare i tempi della sperimentazione clinica sui portatori di questa rara malattia metabolica.

«Ma non sono solo loro i possibili fruitori di questa scoperta» aggiunge il ricercatore. «L’importanza del nostro studio sta anche nel fatto che lo stesso trattamento si è dimostrato in grado di ridurre l’acidosi lattica in animali privati del fegato, in cui quindi il fenomeno non era provocato da difetti congeniti, ma da un problema acquisito».

Il dato fa quindi ben sperare che l’osservazione si possa estendere ad altre condizioni molto diffuse, per esempio l’infarto, in cui è dimostrato che l’acidosi lattica conseguente all’evento ne peggiora l’evoluzione.

 

Sci Transl Med marzo 2013

Autori: 
Sezioni: 
Telethon

prossimo articolo

La strada giusta da prendere per l’energia

modellino con pannello solare e pale eoliche

Al bivio evocato da Robert Frost, l’Italia che non sceglie fa già una scelta: il 2025 segna una frenata nella transizione energetica, mentre crescono emissioni e dipendenza dall’estero. Tra crisi climatica e tensioni geopolitiche, continuare così significa aumentare costi e rischi. L’alternativa esiste: richiede però decisioni rapide e strutturali, prima che la strada “non presa” diventi impraticabile.

Improvvisamente la strada che stiamo percorrendo si biforca. Dobbiamo scegliere tra due strade: The road not taken, la strada non presa, la celebre poesia di Robert Frost, pone di fronte all’importanza e all’irreversibilità delle scelte compiute. È una metafora della vita di ciascuno di noi. Quante volte ci siamo detti «chissà se in quel momento avessi deciso diversamente». Ma oggi è la metafora di una scelta importante e non rinviabile che deve compiere il nostro Paese.