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"Alla prova dei fatti": dialogo tra scienza e diritto

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Dall’Aquila all’Ilva, dai pronunciamenti di vari tribunali su questioni di bioetica, il rapporto tra scienza e diritto sta diventando sempre più intenso, articolato e complesso. Come entra la scienza nell’attività dei tribunali? Quale rapporto si è creato fra scienza e giustizia a seguito dell’imponente sviluppo delle scienze della vita e delle neuroscienze in tempi recenti? In che misura la scienza influisce sulla libertà personale dell’indagato? Cosa si intende quando si parla di “effetto CSI”? Questi saranno solo alcuni dei temi di grande attualità della prossima giornata tematica organizzata dal MaCSIS - Master in Comunicazione della Scienza e dell’Innovazione Sostenibile dell’Università Milano-Bicocca (http://www.macsis.unimib.it), in collaborazione con Scienzainrete (http://www.scienzainrete.it) e Triwu (http://www.triwu.it).

L’evento intitolato “Alla prova dei fatti. Dialogo tra scienza e diritto” avrà luogo giovedì 14 Marzo, presso l’Aula Antonio de Lillo (edificio U7, secondo piano) dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Oggi la scienza ha assunto un ruolo molto più rilevante rispetto al passato nei tribunali, al punto che si potrebbe ipotizzare che nasca una “scienza in tribunale”, con le sue problematiche specifiche e, forse, differenze epistemologiche. Attenzione particolare, inoltre, meritano le bioscienze e le neuroscienze, per il modello di essere umano che ne emerge e per le tecnologie di indagine del comportamento, dalle macchine della verità, ai predittori biologici della pericolosità sociale.

Introdurrà la giornata Amedeo Santosuosso, una grande esperienza da Giudice presso il Tribunale di Milano e attuale Presidente dell’European Centre for Law, Science and New Technologies (ECLT) presso l’Università degli Studi di Pavia. Si occupa di neuroscienze, decisioni di fine vita, robotica, smart cities, Intelligenza artificiale e altro ancora, sempre dal punto di vista del diritto. Nel suo intervento analizzerà l’attività di giuristi e tribunali in conseguenza dell’accelerazione scientifica e delle tecnologie convergenti.

Seguirà Carlo Alberto Redi, Accademico dei Lincei e professore ordinario di Zoologia e Biologia dello Sviluppo presso l’Università di Pavia, nonché Membro del Comitato Direttivo del Centro interuniversitario MaCSIS. Ha organizzato per anni l’Open Lab presso il collegio Ghislieri di Pavia, laboratorio biotecnologico rivolto a giornalisti e altre figure professionali. Nel suo intervento affronterà il rapporto tra biologia e diritto.

Emanuela Gambini, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e nel Master MaCSIS, esaminerà il ruolo che hanno gli esperti scientifici nella determinazione della verità processuale. Verrà quindi messo in luce il rapporto tra verità scientifica e verità processuale e la possibile fallibilità della scienza nella costruzione della prova.

Luca Sammicheli, docente presso l’Università degli Studi di Bologna, affronterà invece i rapporti tra diritto e scienze del comportamento, con particolare attenzione al recente sviluppo delle neuroscienze.

Giovanni Sabato, giornalista scientifico, esaminerà il ruolo di scienziati (genetisti, antropologi forensi, statistici, medici, psicologi, esperti di immagini satellitari ecc.) nell’accertamento di abusi dei diritti umani nella ricerca dei desaparecidos argentini, nei lavori della commissione Onu sul Darfur o del Tribunale per la ex Jugoslavia, e nella redazione dei rapporti di Amnesty International sulla Libia e la Siria.

Infine Andrea Rossetti, docente di Filosofia del diritto e Informatica giuridica presso l‘Universita' di Milano-Bicocca, discuterà della natura e della struttura del linguaggio giuridico, ossia il linguaggio usato dai giudici e dal legislatore, un linguaggio intrinsecamente pragmatico, amministrato, in cui il significato di molti termini può essere posto da particolari soggetti (il giudice e il legislatore). Tale linguaggio, a differenza di quello dello scienziato, deve necessariamente fondarsi sul linguaggio ordinario, perché deve essere comprensibile da tutti i cittadini. E proprio in questo senso il giudice è concepito nel diritto positivo italiano come “peritus peritorum”.

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