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Interruttori per anticorpi

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Quando si tratta di produrre anticorpi ecco chi comanda veramente: Bcl6 and Blimp-1. A verificare questo ruolo dei due geni sono stati i ricercatori dell'Institute for Allergy and Immunology di La Jolla, in California, in collaborazione con alcuni colleghi di Yale. Gli studiosi hanno verificato che l'espressione dei due geni antagonisti rispettivamente stimola e inibisce la differenziazione delle cellule follicolari helper, il sottotipo di linfociti T CD4+  che a sua volte induce i linfociti B ad attivare la risposta anticorpo-mediata. La scoperta dei due interruttori potrebbe avere importanti ricadute pratiche: agendo in un senso si potrebbe potenziare l'azione dei vaccini, intervenendo nell'altro si aprono nuove linee di ricerca per la cura di malattie autoimmuni in cui si produce un'eccessiva quantità di anticorpi.

Science pubblicato online il 16 luglio 2009 doi: 10.1126/science.1175870

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Immunologia

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Di solito, non ci chiediamo da dove vengano i farmaci. Quando ingeriamo con un sorso d'acqua una pillola di antibiotico, come l’amoxicillina, non viene immediato chiederci come quella capsula sia arrivata a casa nostra. La prendiamo per curare una cistite o un mal di gola di origini batteriche, spesso senza pensare che, prima ancora di essere nel suo blister e spedita sugli scaffali delle farmacie, ha già affrontato un processo fatto di viaggi lunghi e numerosi intermediari.