fbpx Empatia, la predisposizione dei bonobo | Page 2 | Scienza in rete

Empatia, la predisposizione dei bonobo

Read time: 2 mins

Quali siano le origini del sentimento che proviamo nei confronti di individui in difficoltà è materia complessa, ma un recente studio osservativo sui bonobo, pubblicato su Plos One il 30 gennaio, contribuisce a far luce su alcuni aspetti. Zanna Clay e altri ricercatori della Emory University di Atlanta (Georgia, Stati Uniti) hanno scoperto che la capacità di provare empatia - quindi di immedesimarsi nell’altro - e la propensione alla consolazione non nascono necessariamente da capacità cognitive avanzate, come si potrebbe pensare, ma che un fattore fondamentale nel loro sviluppo è invece la presenza di una relazione parentale stabile.

Lo studio ha monitorato giovani bonobo, grandi scimmie note per la vicinanza filogenetica con gli esseri umani, che popolano il santuario di Lola ya Bonobo nella Repubblica Democratica del Congo. I bonobo erano di età compresa fra i tre e i sette anni (corrispondente al periodo che va dall’età pre-scolastica alla scuola primaria per gli esseri umani). La maggior parte di loro sono orfani, perché i genitori sono stati vittime di caccia; altri, invece, sono stati allevati dalle madri biologiche.
Considerando gli oltre 350 conflitti insorti tra i membri del gruppo nel corso di diversi mesi, i ricercatori hanno osservato che, spesso, bonobo che avevano assistito allo scontro si avvicinavano allo “sconfitto” per confortarlo, con abbracci, baci, carezze, e talvolta comportamenti sessuali; e la consolazione aveva l’effetto di alleviare lo stress del destinatario.
Ebbene, l’atto di consolare si osservava con maggiore frequenza nei bonobo più giovani, smentendo l’assunto che si basi su meccanismi cognitivi avanzati, che emergono solo con l’età. I bonobo orfani, d’altra parte, erano meno predisposti a offrire conforto, a indicare che un legame parentale stabile favorisce lo sviluppo del comportamento di consolazione.

Ricerche future si concentreranno più nel dettaglio sull’emergere del comportamento di consolazione nei bonobo nei primi stadi di vita.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Scienze cognitive

prossimo articolo

Il Congresso americano riduce quasi a zero i tagli alle agenzie scientifiche voluti da Trump

Capitol Hill

Le leggi di spesa degli Stati Uniti per il 2026 a cui stanno lavorando insieme democratici e repubblicani al Congresso sembrano garantire un ritorno al budget 2025 delle agenzie scientifiche come NASA, NSF e NOAA. La linea di tagli radicali, anche del 50% proposti da Trump viene quindi sconfessata. Agli appropriation bills manca ora l'approvazione definitiva e la firma del presidente, possibilmente prima del 30 novembre, in modo da scongiurare un nuovo shutdown della pubblica amministrazione.

Nella foto, Capitol Hill, sede del Congresso statunitense.

Tutti noi abbiamo sempre guardato con ammirazione alle istituzioni scientifiche statunitensi. Università e centri di ricerca prestigiosi, poi istituzioni come NASA, NSF (National Science Foundation), DOE  (Department of Energy) solo per citarne alcuni. Tutti impegnati in ricerca scientifica di punta nei settori di loro competenza. Tutte queste istituzioni ricevono finanziamenti federali che, ogni anno, entrano a fare parte del budget proposto dal governo per l’anno successivo.