fbpx Guadagni e altezza | Scienza in rete

Guadagni e altezza

Primary tabs

Read time: 1 min

Più sei alto, più guadagni. Questo, in estrema sintesi, un aspetto curioso che secondo uno studio emergerebbe dai dati di HILDA (Household, Income and Labour Dynamics in Australia), un'indagine che dal 2001 raccoglie informazioni sull'economia e sulle dinamiche del mercato del lavoro in Australia.

Michael Kortt (University of Sydney ) ed Andrew Leigh (Australian National University), autori dello studio appena pubblicato su The Economic Record, avevano cominciato a spulciare i dati dell'indagine ricercando se in qualche modo le persone con elevato indice di massa corporea fossero o meno penalizzate nella determinazione dei loro salari. Hanno così scoperto che, mentre l'indice di massa corporea è sostanzialmente ininfluente, non altrettanto si può dire per l'altezza. I dati, infatti, indicano che le persone più alte - specialmente gli uomini - per ogni 5 centimetri di altezza in più della media vengono pagate 950 dollari in più all'anno. All'origine di questa stranezza vi sarebbe il fatto che nella percezione comune le persone più alte vengono considerate più intelligenti e potenti.

Fonti: The Economic RecordHILDA Survey 

Autori: 
Sezioni: 
Antropologia

prossimo articolo

Gli Stati Uniti si sfilano dalle agenzie di cooperazione e ricerca globale

Mercoledì 7 gennaio Trump ha annunciato con un memorandum il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali, incluse le principali piattaforme di cooperazione scientifica sul clima, biodiversità, migrazione e salute globale. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che queste istituzioni sono «ridondanti, mal gestite, inutili, dispendiose, monopolizzate da interessi con agende contrarie alle nostre». I danni del ritiro statunitense sono enormi perché minano alla radice il multilateralismo e la cooperazione scientifica internazionale.

Mercoledì 7 gennaio 2026, mentre il Congresso discuteva gli stanziamenti 2026 per le agenzie scientifiche federali (vedi articolo di Patrizia Caraveo), la Casa Bianca ha firmato un memorandum presidenziale che segna forse il punto di non ri