fbpx Riscaldamento globale in Europa, il potere degli alberi | Scienza in rete

Riscaldamento globale in Europa, il potere degli alberi

Primary tabs

Read time: 2 mins

È cosa nota che piantare nuovi alberi sia un bene per il clima. Se gli effetti sul scala globale sono difficili da stabilire e soggetti ad un certo grado di incertezza, gli studi su scala regionale sono sempre più precisi. In Europa la riforestazione può ridurre l'aumento della temperatura e della siccità entro la fine del secolo. Queste le conclusioni di uno studio pubblicato su Carbon Balance and Management.

Usando il modello climatico REMO del Max Planck Institute of Meteorology, i ricercatori hanno calcolato cosa accadrebbe nei prossimi cento anni se le aree attualmente non coperte da alberi fossero trasformate in foreste decidue. In Europa centro-settentrionale, l'aumento della temperatura diminuirebbe di circa mezzo grado e le piogge estive aumenterebbero del 10-15%. “Sappiamo che l'operazione di ricoprire di alberi una superficie così grande è irrealizzabile in pratica – spiega Borbála Gálos, ingegnere ambientale che ha guidato il progetto – ma anche un programma più modesto ha in teoria le potenzialità di ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici nel Nord Europa”.

Più contenuti gli effetti della riforestazione in Europa meridionale, a causa del diverso contenuto di umidità nel terreno. Anche qui però ci sarebbero dei benefici, benché localizzati: aree circostanti più umide e fresche, sottrazione di anidride carbonica, protezione della biodiversità e prevenzione dell'erosione di suolo.

Dato che i principali effetti del riscaldamento globale in Europa sono l'aumento della siccità e del rischio di alluvioni, i risultati di questa ricerca mettono in rilievo il ruolo importante delle foreste non solo nelle politiche di prevenzione, ma anche in quelle di adattamento ai cambiamenti climatici.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

Il futuro è per tutti? Le nostre considerazioni sul manifesto di Zuckerberg

marck zuckerberg e il suo manifesto

Nel suo nuovo manifesto sull’intelligenza artificiale, Mark Zuckerberg promette un futuro di superintelligenza personale, agenti sempre presenti, tutor su misura e nuove opportunità per tutti. Ma dietro la visione ottimistica emergono interrogativi che non possono essere affidati soltanto alle Big Tech. Soprattutto, prima di costruire macchine “oltre l’umano”, non dovremmo chiederci quale progresso umano vogliamo davvero?

In copertina: elaborazione grafica da Jeff Sainlar/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Come gruppo indipendente di monitoraggio e ricerca sull’intelligenza artificiale, sentiamo il dovere di commentare il recente manifesto di Mark Zuckerberg, The Future is for Everyone: The Path to a Positive AI Future, perché tocca direttamente molte delle tematiche che hanno portato alla nostra stessa nascita.