fbpx I Deproducers in scena al Planetario di Milano | Scienza in rete

I Deproducers in scena al Planetario di Milano

Read time: 1 min

Deproducers nasce dall'incontro di quattro musicisti e produttori che hanno influenzato la musica italiana degli ultimi 30 anni quali: Vittorio Cosma (PFM, Elio e le Storie Tese), Gianni Maroccolo (Litfiba, CSI), Max Casacci (Subsonica) e Riccardo Sinigallia (Tiromancino). Alla base del loro progetto l'idea di musicare dal vivo conferenze scientifiche.

Il primo capitolo di questa "collana" unisce l'opera musicale alle  conferenze spaziali dell’astrofisico e responsabile scientifico del Planetario di Milano Fabio Peri.
Grazie alla collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA - European Space Agency), che ha fornito materiale ed immagini esclusive, Cosma, Maroccolo, Sinigallia e Casacci, coadiuvati dal batterista Dodo Nkishi, creeranno un tappeto sonoro che accompagnerà il racconto dello scienziato, condotto con linguaggio semplice e accessibile, sulle meraviglie del cosmo e il mistero della sua nascita, le costellazioni e la loro mitologia, il rapporto tra l’Uomo e l’Infinito. Un live che mostrerà al pubblico volte stellate, pianeti, stelle che bruciano in equilibrio perfetto tra energia e gravità, stazioni spaziali internazionali, il viaggio di un raggio di luce e tanto altro.

Tre sono le date del “Planetario Tour” dei “Deproducers”, l'incontro tra la musica e la scienza:

27/Gennaio CREMONA Teatro Ponchielli
1 Febbraio MILANO Teatro dal Verme
4 Febbraio TORINO Teatro Colosseo

Autori: 
Sezioni: 
Scienza e musica

prossimo articolo

Bimbi e bimbe colpiti dal cambiamento climatico

una bimba pianta una pianta

I bambini e le bambine sono esposti a rischi climatici importanti, da alluvioni a siccità, tempeste tropicali e ondate di calore, che dovrebbero spingerci ad accelerare la transizione ecologica.

Foto di Muhammad Sadeeq da Pixabay

Il Presidente del Senato Ignazio La Russa qualche giorno fa ha detto che non c’è da preoccuparsi troppo del clima caraibico che si sta sviluppando in Europa, perché «ai Caraibi vivono da un sacco di tempo con questo clima e sopravvivono, vuol dire che ci abitueremo al clima caraibico, non vuol dire che moriremo».