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Commissariato l'INRIM

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L'INRIM (Istituto nazionale di Ricerca in Metrologia) è stato commissariato dal Ministero della Ricerca, che ha sostituito il presidente uscente Alberto Carpinteri con Rodolfo Zich, ex rettore del Politecnico di Torino che assume provvisoriamente la guida dell'istituto.
La scelta del commissarimento arriva dopo molte polemiche e discussioni sorte negli ultimi mesi in seguito alle posizioni prese proprio da Carpinteri in merito a possibili linee di ricerca sulle rezioni piezonucleari da inserire nel programma dell'INRIM. Questa disciplina, di cui Carpinteri è uno dei principali sostenitori, è ancora molto contestata da buona parte della comunità scientifica: si tratta di un fenomeno che viene presentato come metodo alternativo di produzione di energia nucleare, attraverso la compressione di materiale roccioso.

La protesta contro la proposta del piezonucleare ha visto la partecipazione di molti dipendenti dell'Istituto e il coro di più di mille scienziati italiani, firmatari di un appello indirizzato al ministro (ospitato anche sulle pagine di Scienzainrete).

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Early warning sismico: un test a posteriori sull’ultimo grande terremoto in Turchia e Siria

edifici crollati nella provincia turca di Hatay

I sistemi di allerta sismica precoce puntano ad avvertire con secondi o decine di secondi di anticipo che è in arrivo un terremoto pericoloso. Si basano sul fatto che quando la crosta terrestre si frattura, si generano due tipi di onde. Le prime, longitudinali, solitamente non causano danni e viaggiano più velocemente delle seconde, trasversali che invece possono causare danni anche significativi agli edifici e quindi alle persone. I sistemi di allerta precoce processano il segnale delle prime onde e prevedono se e dove, nell’area circostante l’epicentro, è probabile che le seconde siano distruttive. Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo alla prova un approccio innovativo all’allerta precoce sfruttando i dati relativi alla prima delle due scosse che hanno colpito la regione tra Turchia e Siria a febbraio del 2023. Quella sequenza sismica ha causato quasi sessantamila morti, lasciando un milione e mezzo di persone senza casa. Nell’immagine: edifici crollati nella provincia turca di Hatay il 7 febbraio 2023. Credit: Hilmi Hacaloğlu/Voice of America.

Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo a punto un sistema per l’allerta sismica precoce e lo ha testato retrospettivamente sulla prima delle due scosse che hanno colpito la regione al confine tra Turchia e Siria il 6 febbraio del 2023. Considerando una soglia di intensità sismica (l’effetto del terremoto su persone e cose) moderata, il sistema si è dimostrato in grado di prevedere la zona da allertare con un anticipo che varia da 10 a 60 secondi allontanandosi dall’epicentro da 20 a 300 chilometri, con una percentuale molto contenuta di falsi allarmi.