fbpx Strano girotondo in Andromeda | Scienza in rete

Strano girotondo in Andromeda

Read time: 1 min

Il recente annuncio della scoperta di 13 piccole galassie satelliti della galassia di Andromeda rischia di mettere in difficoltà l'attuale modello gerarchico che descrive la formazione dei sistemi galattici come aggregazione di sistemi più piccoli.

Il gruppo di galassie, individuato dal team di Rodrigo Ibata (Osservatorio Astronomico di Strasburgo), sembra caratterizzato dalla medesima età e dal regolare moto orbitale intorno alla galassia di Andromeda. Le misurazioni delle velocità in gioco hanno confermato che le piccole galassie satelliti non solo condividono lo stesso senso di rotazione, ma le loro orbite giacciono pressoché sul medesimo piano, costituendo dunque una sorta di struttura dinamica ben definita il cui diametro sarebbe di almeno 400 kiloparsec (oltre 1.300.00 anni luce). Nello studio, pubblicato su Nature, si sottolinea come la presenza di tale struttura non sia perfettamente compatibile con l'attuale modello di costruzione della galassie. Secondo la cosmologia standard, che descrive la formazione delle galassie come il gerarchico aggregarsi di strutture primordiali più piccole, risulterebbe infatti molto difficile rendere ragione di una struttura così regolare.

E' pur vero che non tutti concordano con tale punto di vista, ma la scoperta mette comunque in apprensione i teorici che si occupano della formazione delle galassie. A quanto pare, infatti, in nessuna delle molteplici simulazioni computerizzate condotte finora ha mai fatto capolino una struttura come quella delle 13 galassie satelliti di Andromeda.

Dalhousie University - Research paper (arXiv)

Autori: 
Sezioni: 
Cosmologia

prossimo articolo

Olimpiadi invernali: e l'ambiente?

panorama verde sul lago fedaia

Le Olimpiadi impattano molto sull’ambiente per varie ragioni: il maggiore consumo energetico aumenta le emissioni di gas serra, mentre le infrastrutture per le gare e i trasporti aumentano il consumo di suolo e il consumo idrico in territori già fortemente indeboliti dal cambiamento climatico. La copertura nevosa in montagna è infatti in calo da decenni, soprattutto sotto i 2000 metri di quota, mentre le temperature crescenti mettono a dura prova le stagioni di turismo invernale, per cui si ricorre ormai da tempo alla neve artificiale.

Foto: panorama sulle Dolomiti tra Trentino-Alto Adige e Veneto, con poca copertura nevosa (di Cecilia Giorgi, gennaio 2026)

Le Olimpiadi uniscono i popoli, e in questo periodo in cui tutti vogliono farsi la guerra forse è un bene che ci siano. Certo, l’ideale sarebbe farle con molta più sobrietà, soprattutto dal punto di vista degli impatti ambientali. Questo confronto fotografico prima-dopo pubblicato da Altreconomia ne è la prova: grandi superfici naturali sono state quasi rase al suolo dai lavori per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.