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Pubblicato il report dell'EMA

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L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha pubblicato il rapporto relativo all’ultimo workshop, tenuto il 22 novembre scorso, dedicato ai criteri d’accesso e di trasparenza dei dati risultanti dai trial clinici. Sebbene ci sia un consenso generale in campo medico sull’esigenza di rendere disponibili i risultati delle sperimentazioni cliniche, l’evento organizzato dall’EMA ha dimostrato quanto siano ancora ampie le distanze di opinione in merito alle quantità e modalità più opportune di pubblicazione. Per affrontare e iniziare un processo di risoluzione per un problema di questa portata, durante il workshop di novembre sono stati individuate 5 sottocategorie da analizzare singolarmente, attraverso 5 rispettivi gruppi consultivi: tutela della riservatezza del paziente, format per i dati dei trial clinici, regole di ingaggio, analisi di buone pratiche e aspetti giuridici. 

I gruppi consultivi prevedono un’ampia rappresentanza di tutte le parti in causa e sono organizzati in modo da stabilire un dialogo stretto con gli stakeholder propri delle aree di appartenenza. L'inizio di una fase più operativa su questi temi specifici è prevista per gennaio 2013.
Oltre a sintetizzare i risultati del workshop, il report individua il percorso che l’Agenzia intende intraprendere per realizzare una forma di "pubblicazione proattiva" di dati e trial clinici, a partire dal 2014, appena sarà terminata l’operazione di Autorizzazione all’Immissione in Commercio (l’AIC).

Dell'evento del 22 novembre sono disponibili anche dei materiali multimediali (un video e una glleria fotografica), oltre alle slide presentate in quell’occasione da Guido Rossi, direttore esecutivo dell’Agenzia e da Hans-Georg Eichler, il Senior Medical Officer.

 

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Negli ultimi decenni il consumo globale di farmaci è cresciuto rapidamente, trainato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle malattie croniche e dallo sviluppo di terapie sempre più sofisticate. Ma dietro queste evidenze si nasconde anche un lato meno visibile della medicina del nostro tempo: residui di principi attivi sono ormai rilevabili in fiumi, laghi e acque costiere di tutto il mondo, con effetti reali e potenziali sugli ecosistemi. Ne abbiamo parlato con Giovanna Paolone, coordinatrice del Gruppo di lavoro sull’impatto ambientale dei farmaci della Società Italiana di Farmacologia (SIF), Raffaella Sorrentino, membro del gruppo di lavoro, ed Emanuela Testai, ex dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Tossicologia (SITOX).

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