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"La crisi, ha colpito tutti ed il campo medico non è una eccezione. La sostenibilità futura dei sistemi sanitari nazionali, compreso il nostro di cui andiamo fieri potrebbe non essere garantita se non si individueranno nuove modalità di finanziamento per servizi e prestazioni."

Sono le parole del Presidente del Consiglio Mario Monti intervenuto ieri in videoconferenza alla cerimonia inaugurale del nuovo Centro per le biotecnologie e la ricerca biomedica della Fondazione Rimed tenutasi a Palermo. 

Il prof. Vito M. Campese, Presidente della fondazione americana no-profit ISSNAF (Italian Scientist and Scholars in North America Foundation), il più grande network di accademici e ricercatori italiani che vivono e lavorano in Nord America, ha così commentato le dichiarazioni del Presidente del Consiglio:

"Le dichiarazioni del presidente del Consiglio Mario Monti generano qualche preoccupazione, che in futuro i finanziamenti per la sanità possano ridursi. Questo sarebbe tollerabile se i tagli necessari colpissero gli sprechi legati alla politicizzazione amministrativa degli ospedali italiani e le strutture inutili, come molti piccoli ospedali che servirebbero meglio la loro comunita' se fossero trasformati in ambulatori, piuttosto che continuare ad operare come strutture di degenza inefficienti e costose". 

"Ci auguriamo che il ministero della Salute continui nella strada intrapresa di supporto della ricerca sanitaria - aggiunge Campese - utilizzando i criteri meritocratici intrapresi negli ultimi anni. Il ministero va encomiato per aver stanziato fondi per la ricerca translazionale sanitaria e per aver istituito un sistema 'peer-review' della ricerca sanitaria che e' certamente tra i migliori in Italia e che dovrebbe costituire un esempio per altre discipline". 


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Monti sulla sanità

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Non vaccinati e invisibili: la lezione del caso di difterite a Palermo

Corynebacterium diphtheriae

Il caso di difterite a Palermo, con la morte di una bimba di 4 anni non vaccinata, porta alla luce una realtà critica: l'eliminazione della malattia, ottenuta con i vaccini, non equivale alla scomparsa del batterio. Senza un'anagrafe vaccinale accessibile e dati aggiornati sulla circolazione dei patogeni, il sistema fatica a intercettare chi resta esposto, e la sorveglianza rischia di restare un esercizio formale invece che uno strumento di prevenzione reale.
Nella foto: batteri Gram-positivi di Corynebacterium diphtheriae, Photo Credit: Public domain, via Wikimedia Commons
 

La cronaca sul tragico caso di difterite in una bambina a Palermo ci ripropone il rischio di infezioni ritenute ormai improbabili e raramente considerate nelle diagnosi differenziali. La difterite è una malattia infettiva acuta, respiratoria, potenzialmente fatale, causata dalla tossina prodotta da alcuni ceppi (detti appunto tossinogenici) appartenenti alla specie Corynebacterium diphtheriae, ma quasi nessun medico attualmente in servizio in Italia ha mai avuto esperienza di questa malattia.