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Brezzi sulla Medaglia Pascal

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Franco Brezzi, professore ordinario di Analisi Numerica presso la Scuola Superiore Universitaria Iuss di Pavia, ha ritirato nei giorni scorsi la medaglia Blaise Pascal, annunciata lo scorso giugno dall'European Academy of Sciences per i suoi meriti nella ricerca in matematica.
L'Accademia ha premiato quest'anno un italiano, per il contributo importante che Brezzi ha dato in particolare nel campo dell'analisi numerica (qui un ritratto della figura di Franco Brezzi scritto da Cristina Tognaccini per l'assegnazione del premio).

Tradurre con una formulazione analitica problemi reali di natura molto complessa è stato il tratto distintivo del lavoro del professore, durante la sua lunga carriera accademica. Questi studi possono coprire molti settori, da problemi di fisica e quelli più specificatamente di progettazione, come l'areodinamica delle autovetture o i calcoli di robustezza strutturale degli edifici. Di come un'equazione matematica possa affinare le procedure di calcolo con un algoritmo e dell'assegnazione della Medaglia Pascal, Brezzi ha parlato questa mattina dai microfoni di Radio 3 Scienza - disponibile il podcast per riascoltare la puntata dedicata al tema.

Franco Brezzi è anche membro del consiglio direttivo del Gruppo2003 per la Ricerca e autore di Scienzainrete. Durante il suo intervento in radio, si è parlato degli strumenti per comunicare una materia complessa come la matematica - anche in relazione agli articoli del professore pubblicati su queste pagine - e del ruolo che il Gruppo2003 sta avendo per un'auspicabile rilancio della ricerca italiana. "La difficoltà per rimettere in moto la ricerca è certo alta. Il bilancio mi sembra comunque positivo per ciò che riguarda la gestione della ricerca, anche se a volte c'è ancora una certa diffidenza verso gli scienziati. Ma il Gruppo ha lavorato molto bene in questo senso" - ha commentato Brezzi.



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Nipah, in Europa il virus non spaventa. Ma il contesto sì

virus Nipah al microscopio

Durante la pandemia di Covid-19 il film Contagion sembrò anticipare la realtà: zoonosi, risposta sanitaria globale, disinformazione. Oggi un focolaio di Nipah virus in India riporta l’attenzione su questi scenari. Il rischio per l’Europa resta basso, ma il contesto è cambiato: la cooperazione internazionale è più fragile, dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità. La domanda non è se scattare l’allarme, ma come rafforzare una risposta globale efficace.

In copertina: fotografia al microscopio ottico del Nipah virus. Crediti NIAID/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 2.0

Durante la pandemia da Covid-19, il film Contagion del 2011 ebbe un picco di popolarità, perché in effetti la risposta della comunità internazionale (tra cui i CDC statunitensi erano in prima fila) alla minaccia di una pandemia aveva parecchie somiglianze con quello che stava succedendo nel mondo al di fuori dello schermo. Nel film, il virus che causava appunto il contagio era sconosciuto, proveniva dal mondo animale, più precisamente dai pipistrelli che, disturbati dalle attività umane nel loro habitat naturale, andavano a infettare dei maiali.