fbpx Allarme pesticidi | Page 4 | Scienza in rete

Allarme pesticidi

Read time: 2 mins

La "European Food Safety Authority" (EFSA) recentemente ha affermato la necessita' di allungare i test tossicologici condotti per valutare gli effetti dei pesticidi impiegati in agricoltura, sia per gli insetti adulti sia per le larve. Attualmente viene rispettata l'indicazione di 96 h proposta da due altre organizzazioni internazionali EPPO ( European and Mediterranean Plant Protection Organisation) e OECD (Organization for Economic Co-operation and Development). La raccomandazione dell'EFSA viene avvalorata dai risultati del lavoro scientifico pubblicato a ottobre su Nature da un gruppo di ricercatori dell'University of London. 

Il team inglese, coordinato da Nigel Raine, ha condotto un interessante studio monitorando l'andamento di colonie di bombi (Bombus terrestris) sottoposte all'effetto di due composti chimici tra i più utilizzati per la produzione di pesticidi (neonicchioidi e piretroidi). I bombi, come le api, sono importanti impollinatori, ma formano colonie più piccole facilitando il lavoro sperimentale. Le colonie sono state esposte per quattro settimane ai due composti, sia separatamente sia insieme. Le osservazioni condotte hanno dimostrato chiaramente che l'azione combinata delle due molecole, rispetto all'effetto del singolo prodotto, accentua la mortalità tra bombi operai influenzando le dimensioni della colonia. Importante, l'effetto diventa significativo solo alla fine della quarta settimana.

Il declino delle popolazioni di insetti impollinatori a cui stiamo assistendo ha grosse conseguenze sia per l'ecosisteme globale sia per la produzione agricola, sara' quindi necessario riconsiderare la normativa che regola l'immissione di pesticidi nell'ambiente attraverso test tossicologici piu lunghi e tenendo conto, per definire la concentrazione di utilizzo del prodotto, del rischio esposizione a più pesticidi o al medesimo prodotto distribuito nel campo adiacente.

(A.G.)
Autori: 
Sezioni: 
Agricoltura

prossimo articolo

La medicina afflitta da rigidità cognitiva

Immagine di Seveso nel 1976

Cinquant’anni fa nasceva Medicina democratica, movimento che metteva in discussione i ruoli di potere insiti nell’esercizio medico. Vent’anni più tardi l’EBM demoliva la discrezionalità clinica, oggi la sfida è riuscire a ragionare fuori dai protocolli, quando serve.

Nei giorni 15 e 16 maggio di cinquant’anni fa, a Bologna, si tenne il primo congresso nazionale di “Medicina democratica”, atto fondativo del movimento creato da Giulio Alfredo Maccacaro. Al centro dell’azione culturale e politica c’era il tema dei rapporti tra medicina e potere, oggetto di discussione nel mondo politico e tra gli intellettuali della sinistra occidentale da oltre un decennio.