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Lo strano caso dei ghiacci polari

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Alcune settimane fa si registrava il record della minima estensione estiva dei ghiacci Artici da quando sono attive le rilevazioni satellitari, ora dall'Antartide giunge la segnalazione del record di massima estensione dell'estensione dei ghiacci invernali.

Dopo gli allarmi estivi sulla diminuzione della calotta Artica, un recente studio prova che dall'altra parte del globo la situazione è completamente differente. Secondo le analisi di Claire Parkinson e Donald Cavalieri, entrambi del Goddard Space Flight Center della NASA, dal 1979 al 2010 l'estensione dei ghiacci nel mare Antartico è aumentata ogni anno di circa 17 mila chilometri quadrati. L'analisi, pubblicata su The Cryosphere, rettifica dunque una precedente valutazione che gli stessi autori avevano pubblicato qualche anno fa e che indicava come tra il 1979 e il 2006 tale aumento fosse di 11 mila chilometri quadrati.

Nello studio si segnala inoltre che gran parte dell'aumento dei ghiacci riguarda soprattutto il Mare di Ross mentre altri bacini - per esempio il Mare di Amundsen e di Bellingshausen - mostrano una netta diminuzione della superficie ghiacciata, un comportamento a due facce che secondo gli autori è segno di cambiamenti nella circolazione atmosferica. “Entrambi gli emisferi mostrano cospicue variazioni da un anno all'altro - sottolineano i ricercatori - ma il comportamento a lungo termine appare piuttosto chiaro. Il bilancio non è comunque in pareggio: la perdita di ghiacci nell'Artico è considerevolmente superiore all'aumento registrato in Antartide.”

NASA  -  Earth Observatory

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Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Gaza a febbraio 2025

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
 

In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.