fbpx I 'superpoteri' del pesce arciere | Page 2 | Scienza in rete

I 'superpoteri' del pesce arciere

Read time: 2 mins

Il pesce arciere ha delle capacità insolite, dei poteri simili a quelli dei supereroi. Uno studio condotto da ricercatori dell'Università Statale di Milano, realizzato da Alberto Vailati, del Dipartimento di Fisica, in collaborazione con Roberto Cerbino, del Dipartimento di Biotecnologie mediche e Medicina Traslazionale e pubblicato sulla rivista PLOS ONE, ne svela il segreto legato ai dardi d'acqua che vengono lanciati da questo predatore.

Per superpoteri si intendono, ad esempio, la capacità di incrementare a piacimento la propria potenza muscolare, vengono usualmente associati a creature immaginarie, come i supereroi. L'ambiente in cui vive il pesce arciere, le acque salmastre degli estuari di alcuni fiumi dell’Asia e dell’Australia, si caratteriza per la presenza di tecniche di caccia del predatore molto particolari: gli insetti che popolano la vegetazione che sovrasta tali zone acquitrinose vengono colpiti con un getto d’acqua molto preciso, in modo da farli cadere in acqua, da dove vengono poi catturati e divorati. L'impatto di questo getto d'acqua è in realtà molto più potente rispetto alla forza che sarebbe consentita dall'intervento muscolare del pesce. Si tratta, quindi, di una vera e propria violazione delle leggi della fisica.

Il meccanismo ala base di questo fenomeno è stato dibattuto per quasi 250 anni, i risultati prodotti dall'università di Milano annunciano la risoluzione del mistero, verificando la presenza di una forma di amplificazione, ma che non è inaspettatamente, dipendente dalle strtture interne dell'animale utili all'immagazzinamento di energia meccanica. La chiave del mistero sta in una forma di instabilità idrodinamica del getto d'acqua spruzzato dal pesce, che promuove e favortisce l'accumulo di quantità di moto all'estremità del getto, in modo che la forza e la potenza rilasciate siano più grandi rispetto all'azione muscolare diretta: una specie di proiettile liquido, la cui dimensione cresce nel tragitto verso la preda.

 

Autori: 
Sezioni: 

prossimo articolo

Come non pubblicare in medicina: perché le riviste rifiutano i lavori

macchina da scrivere

Tra errori clamorosi, vizi strutturali e nuove sfide come l’intelligenza artificiale, il nuovo libro di Luca De Fiore, "Come non pubblicare in medicina" (Il Pensiero Scientifico Editore, 2026), ribalta con ironia le regole della pubblicazione scientifica per mostrarne i limiti più profondi. Non solo un manuale per evitare brutte figure , ma una riflessione su un sistema imperfetto e sempre più bisognoso di trasparenza, ma ancora necessario.

«Gentile direttore del New England Journal of Medicine…»: peccato che l’indirizzo fosse quello dell’editor di Jama. È successo mille volte, racconta Robert M. Golub: il destinatario era lui, all’epoca executive deputy editor della seconda rivista, e tutte le volte che ha letto un’intestazione così clamorosamente sbagliata ha pensato che gli autori della mail non dovessero essere campioni della cura del dettaglio. Succede. Come succede di dimenticarsi le tracce delle revisioni ancora visibili o di inciampare in sciatterie di formattazione, e anche molto peggio.