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Inaugurazione nuovo spazio

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Explora - il Museo dei Bambini di Roma - inaugura venerdì 26 ottobre alle 10e30 un nuovo spazio museale dedicato ai bambini da 0 a 3 anni, con il supporto di Johnson’s Baby.

"Piccoli esploratori" è un progetto pensato per offrire delle attività organizzate in base a diverse fasce d’età dei bambini (0/12, 12/14, 24/36 mesi), indicate come importanti per le prime fasi di sviluppo di un bambino. I temi su cui vertono le attività riguardano la scoperta della psicomotricità, della visione, del tatto, olfatto e udito, distribuite in diverse aree:

  • uno spazio per socializzare in una ricostruzione di un bosco, con animali e piante da poter maneggiare (12/36mesi);
  • un piccolo nido (0/12mesi);
  • un gruppo di specchi per guardare la propria immagine e un caleidoscopio dove persone e oggetti sono ripetuti all’infinito;
  • un tunnel odoroso da attraversare gattonando (12/36mesi);
  • una tana dove nascondersi e ritrovarsi (24/36mesi);
  • un angolo morbido e colorato dove concentrarsi per le letture da vedere, da ascoltare, da toccare;
  • una bacheca illuminata per scoprire i colori con la luce (24/36mesi);
  • una parete dove provare suoni con piccoli ma veri strumenti musicali (12/36mesi);
  • tappeti, cuscini, sedute e dislivelli per gattonare, rotolarsi, superare dislivelli guardando le cose da una prospettiva nuova e diversa ovvero dall’alto al basso per sperimentare movimento e psicomotricità;
  • un monitor touch screen dedicato alla comunicazione ai genitori con suggerimenti e consigli pratici per questa particolare fascia di età.

L’apertura ufficiale è prevista da domenica 27 ottobre, in Via Flaminia 86 a Roma, per il pubblico e gli insegnanti.

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Anche i terremoti piccoli sono importanti

strada con grossa crepa dovuta a terremoto in california

In alcune sequenze sismiche si osserva una correlazione tra le magnitudo di scosse successive, facendo sperare di poter migliorare i modelli per la previsione probabilistica dei terremoti. Tuttavia, secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II, quando i dati indicano la presenza di una correlazione è solo perché le scosse più piccole sfuggono alle registrazioni.

Nell’immagine una strada di Fort Irwin, California, il 5 luglio 2019, dopo che tre scosse di magnitudo tra 6,4, 5,4 e 7,1 partirono dalla città di Ridgecrest, cento chilometri più a nord. Credit: Janell Ford/DVIDS.

I sismologi si chiedono da sempre se un terremoto grande preannunci l’arrivo di un terremoto ugualmente grande o più grande. Si interrogano cioè sull’esistenza di una correlazione tra la magnitudo delle scosse registrate durante una sequenza sismica. Secondo un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II, se questa correlazione c’è è dovuta solo al fatto che non sappiamo rilevare tutti i terremoti piccoli durante le sequenze. Tenendo conto dei terremoti mancanti, la correlazione scompare, e con lei la possibilità di trovare eventi precursori di grandi terremoti.