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Industria italiana: salute e ambiente

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Il master MaCSIS dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, in collaborazione con Scienzainrete, organizza una giornata tematica che avrà come protagonisti docenti universitari, ricercatori, giornalisti ed esperti che si confronteranno su un tema cruciale per lo sviluppo italiano dei prossimi anni. Come salvaguardare e modernizzare il comparto industriale, senza penalizzare la salute di lavoratori e cittadini e senza provocare danni all’ambiente?

Dal caso ILVA alle vicende legate all'amianto, l'attualità ci suggerisce che il diritto al lavoro spesso confligge con il diritto alla salute. Un rischio elevato, sia per le persone che per l’ambiente circostante.

Parteciperanno alla giornata:

Massimo Preite - professore associato di Urbanistica presso l’Università di Firenze
Fabio Mariottini - responsabile ufficio comunicazione ARPA Umbria
Luca Carra - giornalista scientifico
Giampiero Rossi - autore del libro Amianto, processo alle fabbriche della morte
Liliana Cori - ricercatrice dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR -Sezione di Epidemiologia
Maria Luisa Clementi - direttrice della rivista Epidemiologia&Prevenzione

Il dibattito sarà coordinato da Pietro Greco, giornalista scientifico, e presentato dagli studenti del Master, che hanno realizzato anche un dossier di approfondimento sul tema. 
L'appuntamento è per il 19 ottobre, dalle 9 alle 18, presso l'Aula Pagani dell'Edificio U7 - Via Bicocca degli Arcimboldi, Università di Milano-Bicocca
L’evento è aperto a tutti.

Per informazioni scrivere a segreteria.macsis@unimib.i t
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MaCSIS

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Terapie riparative? No grazie: non c’è niente da riparare

Coppia con bandiera arcobaleno

Le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, sono pratiche condannate dalla comunità scientifica internazionale, ma un’offerta persiste in diversi Paesi, tra cui l’Italia. La UE non è riuscita a vietarle. La strada verso l’accettazione degli orientamenti di genere è ancora lunga, come ci indica drammaticamente la cronaca.
Foto di Norbu GYACHUNG su Unsplash
 

Il nodo è venuto al pettine: più di un milione di cittadini dell’UE ha chiesto alla Commissione Europea di vietare in tutti gli Stati membri le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, interventi medici e psicologici che la comunità scientifica internazionale da tempo ha giudicato inutili e nocivi, ma che vengono ancora praticati e tollerati in alcuni Paesi. Al momento, però, non esistono le condizioni politiche per raggiungere l’unanimità del Consiglio dell’Unione Europea, che occorre per approvare una decisione in tal senso.