fbpx A Giuseppe Remuzzi il "Richard Yu" | Page 20 | Scienza in rete

A Giuseppe Remuzzi il "Richard Yu"

Read time: 2 mins

Giuseppe Remuzzi è stato insignito del premio «Richard Yu», il prestigioso riconoscimento internazionale, istituito dalla Hong Kong Nephrology Society per gli scienziati che hanno contribuito in modo determinante a migliorare la cura e la prevenzione delle malattie renali. In particolare, il professor Remuzzi è stato premiato per le ricerche relative alla messa a punto di strategie in grado di rallentare, e in alcuni casi arrestare, la progressione delle malattie renali e per le scoperte sui meccanismi di autoriparazione del rene danneggiato. Tra le motivazioni dell'assegnazione viene ricordato anche il suo contributo negli studi sulle malattie rare.

Bergamasco, Giuseppe Remuzzi è Professore in Nefrologia e Direttore del Dipartimento di Medicina Specialistica e dei Trapianti degli Ospedali Riuniti e della Divisione di Nefrologia e Dialisi dell'ospedale della sua città d'origine, oltre a Dirigere i Laboratori Negri Bergamo dell’Istituto Mario Negri. Per il biennio 2013-2015, assumerà la presidenza della Società mondiale di nefrologia, dopo aver prestato per diversi anni le sue competenze - lavoro che viene riconosciuto nell'assegnazione del Richard Yu.

La cerimonia di premiazione è avvenuta durante il meeting annuale della società scientifica cinese.

Autori: 
Sezioni: 
Premi

prossimo articolo

Un batterio che sopravvive all'impatto su Marte può viaggiare nello spazio?

Un nuovo studio della Johns Hopkins mostra che il batterio Deinococcus radiodurans sopravvive a pressioni paragonabili a quelle di un'espulsione di corpi rocciosi dalla superficie marziana. Questo risultato può avere implicazioni per le politiche di protezione planetaria, ma rappresenta solo una tappa verso la comprensione di se e come la vita microbica potrebbe sopravvivere a un viaggio interplanetario.

Nell'immagine di copertina: elaborazione della fotografia al microscopio elettronico di di D. radiodurans (da Wikimedia Commons, pubblico dominio)

Gli impatti di corpi celesti come asteroidi o comete evocano l’idea di forze dalla potenza capace di modellare superfici di pianeti o provocare estinzioni di specie. Collegarli alla vita può essere meno intuitivo, eppure questi eventi possono generare ambienti potenzialmente abitabili nei crateri che lasciano, o trasportare molecole organiche da un corpo celeste all’altro. Chiedersi se la vita stessa possa sopravvivere a un impatto è un passo ulteriore, con conseguenze dirette per le politiche di protezione planetaria che regolano le attività umane nello spazio.