fbpx A Giuseppe Remuzzi il "Richard Yu" | Page 21 | Scienza in rete

A Giuseppe Remuzzi il "Richard Yu"

Read time: 2 mins

Giuseppe Remuzzi è stato insignito del premio «Richard Yu», il prestigioso riconoscimento internazionale, istituito dalla Hong Kong Nephrology Society per gli scienziati che hanno contribuito in modo determinante a migliorare la cura e la prevenzione delle malattie renali. In particolare, il professor Remuzzi è stato premiato per le ricerche relative alla messa a punto di strategie in grado di rallentare, e in alcuni casi arrestare, la progressione delle malattie renali e per le scoperte sui meccanismi di autoriparazione del rene danneggiato. Tra le motivazioni dell'assegnazione viene ricordato anche il suo contributo negli studi sulle malattie rare.

Bergamasco, Giuseppe Remuzzi è Professore in Nefrologia e Direttore del Dipartimento di Medicina Specialistica e dei Trapianti degli Ospedali Riuniti e della Divisione di Nefrologia e Dialisi dell'ospedale della sua città d'origine, oltre a Dirigere i Laboratori Negri Bergamo dell’Istituto Mario Negri. Per il biennio 2013-2015, assumerà la presidenza della Società mondiale di nefrologia, dopo aver prestato per diversi anni le sue competenze - lavoro che viene riconosciuto nell'assegnazione del Richard Yu.

La cerimonia di premiazione è avvenuta durante il meeting annuale della società scientifica cinese.

Autori: 
Sezioni: 
Premi

prossimo articolo

Accanto a te. L’ascolto dell’esperienza suicidaria nella pratica clinica

sagoma di testa con cartacce come pensieri cupi

Cosa resta a chi sopravvive al suicidio di una persona cara, e a chi, come i clinici, ne ha seguito la sofferenza da vicino? "Accanto a te" (il Mulino edizioni), di Serena Bruno e Patrizia Velotti, affronta queste domande senza semplificazioni, attraversando storia, neuroscienze e psicodinamica. Al centro, l’ascolto dell’esperienza suicidaria come strumento essenziale per comprendere il rischio e orientare l’intervento terapeutico, tra complessità individuale e responsabilità clinica.

Quando una persona sceglie di togliersi la vita, chi rimane e affronta il lutto per la perdita non può evitare di porsi delle domande. C’era qualcosa che avrei potuto fare? Forse c’era un modo per essere più utile? Ci sono stati dei segnali, delle richieste di aiuto magari, che non ho saputo cogliere? Avrei potuto cambiare il corso degli eventi? Era da tanto che pensava al suicidio?