fbpx Un nuovo vaccino | Page 7 | Scienza in rete

Un nuovo vaccino

Read time: 1 min

Forse  più vicina la produzione del primo vaccino contro l'AIDS. Il lavoro pubblicato a settembre su Nature mette in luce come il nuovo vaccino sia in grado di stimolare il sistema immunitario rendendo l'organismo resistente al virus. I risultati sono stati presentati alla conferenza "AIDS Vaccine 2012" che si e' tenuta a Boston la scorsa settiman (e possibile consultare gli aggiornamenti su questo settore di ricerca su Scienzainrete).

Già tre anni fa attraverso  la sperimentazione clinica RV144 si era dimostrato che il vaccino poteva ridurre l'infezione all'HIV solo pero' nel 31%. Oggi il team condotto da Morgane Rolland e Jerome Kim riesce a spiegarne le cause. Gli individui che rispondono positivamente al vaccino circoscrivendolo, producono anticorpi principalmente contro la proteina V1/V2 loop, specifica dell'involucro del virus. A conferma dell'importanza della proteina V1/V2 loop gli scienziati hanno dimostrato che le persone vaccinate possono essere ancora infettate dal virus solo pero' se mutato nella porzione V2.

Nel lavoro sono state analizzate 936 sequenze HIV raccolte da 44 persone coinvolte nella prova sperimentale, vaccinate e con sviluppo dell'infezione, e 66 persone a cui era stato fornito un placebo. Rolland, Kim e collaboratori sono riusciti cosi' ad isolare due mutazioni associate al successo della vaccinazione, entrambe localizzate nella regione V2 nell'anello V1/V2.

Prossima tappa, il vaccino in grado di aumentare la risposta contro V2. (AG)

 

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
AIDS

prossimo articolo

I gatti della signora Augusta: storie di cura e Slow Medicine

mano di medico e paziente che si stringono

In un contesto sanitario segnato da eccessi diagnostici, conflitti d’interesse e perdita di senso della relazione di cura, "I gatti della signora Augusta" offre una lettura critica e insieme concreta della Slow Medicine. E mostra come sobrietà, rispetto e tempo possano tornare a essere strumenti essenziali della pratica medica.

Anche se meno bellicosi degli attuali, i precedenti non sono stati anni di pace. E in quella semibolgia continua mi sono capitati e ho recensito libri d’ogni genere, quasi tutti buoni. Quello di oggi però l’ho tenuto sempre vicino al tavolo, semisommerso da altri libri, come un memento etico. Presto me ne sarei occupato, dicevo a me stesso. E così, con colpevole ritardo, eccomi.