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Superfotocamera per l'astronomia

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Prima immagine raccolta dalla Dark Energy Camera, il nuovo e potentissimo occhio elettronico in grado di scattare incredibili fotografie da 570 megapixel delle profondità del cosmo.

Il fantastico apparecchio, grande all'incirca quanto una cabina telefonica, è stato realizzato presso il Fermi National Accelerator Laboratory dell'Illinois ed è montato sul telescopio Victor M. Blanco dell'Osservatorio Inter-Americano di Cerro Tololo in Cile. La superficie sensibile della fotocamera è composta da un mosaico di 62 CCD realizzati in modo da garantire una sensibilità senza precedenti alla radiazione rossa. Questo permetterà di acquisire immagini dello spazio profondo con una ricchezza di dettagli mai raggiunta finora, consentendo in tal modo agli astronomi di provare a rispondere a una tra le domande più scottanti dell'astrofisica: perché l'espansione dell'universo sta accelerando?

E' un periodo davvero molto prolifico sul versante delle apparecchiature di ripresa astronomica. Oltre alla Dark Energy Camera, infatti, stanno entrando in servizio altre tre incredibili macchine da ripresa altrettanto potenti: la Hyper Suprime-Cam, montata sul telescopio Subaru da 8.2 metri in cima al Mauna Kea (Hawaii), l'One Degree Imager collegata al telescopio WIYN da 3.5 metri dell'osservatorio di Kitt Peak in Arizona e il Large Monolithic Imager in servizio sul Discovery Channel Telescope, un telescopio nuovo di zecca del Lowell Observatory, anch'esso in Arizona.

Fermilab

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Astronomia

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Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Gaza a febbraio 2025

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
 

In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.