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Superfotocamera per l'astronomia

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Prima immagine raccolta dalla Dark Energy Camera, il nuovo e potentissimo occhio elettronico in grado di scattare incredibili fotografie da 570 megapixel delle profondità del cosmo.

Il fantastico apparecchio, grande all'incirca quanto una cabina telefonica, è stato realizzato presso il Fermi National Accelerator Laboratory dell'Illinois ed è montato sul telescopio Victor M. Blanco dell'Osservatorio Inter-Americano di Cerro Tololo in Cile. La superficie sensibile della fotocamera è composta da un mosaico di 62 CCD realizzati in modo da garantire una sensibilità senza precedenti alla radiazione rossa. Questo permetterà di acquisire immagini dello spazio profondo con una ricchezza di dettagli mai raggiunta finora, consentendo in tal modo agli astronomi di provare a rispondere a una tra le domande più scottanti dell'astrofisica: perché l'espansione dell'universo sta accelerando?

E' un periodo davvero molto prolifico sul versante delle apparecchiature di ripresa astronomica. Oltre alla Dark Energy Camera, infatti, stanno entrando in servizio altre tre incredibili macchine da ripresa altrettanto potenti: la Hyper Suprime-Cam, montata sul telescopio Subaru da 8.2 metri in cima al Mauna Kea (Hawaii), l'One Degree Imager collegata al telescopio WIYN da 3.5 metri dell'osservatorio di Kitt Peak in Arizona e il Large Monolithic Imager in servizio sul Discovery Channel Telescope, un telescopio nuovo di zecca del Lowell Observatory, anch'esso in Arizona.

Fermilab

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Astronomia

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Negli ultimi decenni il consumo globale di farmaci è cresciuto rapidamente, trainato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle malattie croniche e dallo sviluppo di terapie sempre più sofisticate. Ma dietro queste evidenze si nasconde anche un lato meno visibile della medicina del nostro tempo: residui di principi attivi sono ormai rilevabili in fiumi, laghi e acque costiere di tutto il mondo, con effetti reali e potenziali sugli ecosistemi. Ne abbiamo parlato con Giovanna Paolone, coordinatrice del Gruppo di lavoro sull’impatto ambientale dei farmaci della Società Italiana di Farmacologia (SIF), Raffaella Sorrentino, membro del gruppo di lavoro, ed Emanuela Testai, ex dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Tossicologia (SITOX).

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