fbpx Lo Show dell'Universo | Scienza in rete

Lo Show dell'Universo

Primary tabs

Read time: 2 mins

Fabiola Giannotti, leader dell'esperimento ATLAS che ha individuato al Cern il bosone di Higgs, ha scelto Città della Scienza come sede della sua unica apparizione pubblica in Italia dopo la conferenza di Ginevra dello scorso luglio. La sera del 22 settembre, a Napoli, verrà raccontata la nascita dell'universo, la comparsa delle forze fondamentali e del bosone di Higgs, oltre a discutere del futuro della ricerca in Italia. Tra i fisici ospiti de "Lo Show dell'Universo", a fare compagnia a Fabiola Giannotti ci saranno Guido Tonelli (portavoce dell'esperimento CMS del Cern) e il presidente dell'INFN e dei fisici italiani Fernando Ferroni.

Promosso dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e da Città della Scienza con Il Mattino, l’evento ha l’adesione del Presidente della Repubblica, il patrocinio di Regione Campania e del Comune di Napoli, con la collaborazione de Le Nuvole e Psiquadro di Perugia. Per la serata è previsto un format molto speciale, mai sperimentato in Italia, che unisce giochi circensi, bolle di sapone giganti dell’artista catalano Pep Bou, letture di testi di divulgazione e scienziati. Tutto ciò per illustrare in modo divertente al pubblico dei non addetti ai lavori il contenuto delle ultime ricerche e scoperte dei fisici italiani e dei loro esperimenti. Al termine dell'evento, il pubblico potrà porre delle domande ai protagonisti di una delle più importanti scoperte in fisica dell'ultimo mezzo secolo.

L'incontro inizierà alle ore 19 di sabato 22 settembre, presso la Sala Newton di Città della Scienza. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Eventi

prossimo articolo

Obesità, oltre il farmaco: la sfida tra cure, equità e stigma

farmaci usati nel trattamento dell obesita

Le nuove linee guida dell’OMS segnano una svolta nel trattamento dell’obesità, introducendo i farmaci GLP-1 come opzione terapeutica per gli adulti. Ma la loro diffusione solleva interrogativi su accesso, sostenibilità e appropriatezza clinica. L’obesità resta una malattia complessa, che richiede approcci integrati e personalizzati. Tra innovazione farmacologica, disuguaglianze e stigma persistente, la sfida è costruire percorsi di cura realmente centrati sulla persona.

Nel febbraio 2026, il Journal of Medical Association (JAMA) ha pubblicato le linee guida per il trattamento dell’obesità, elaborate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a fine 2025. La terapia che l’OMS raccomanda per gli adulti - donne in gravidanza escluse - si basa sui farmaci GLP-1 agonisti, come la semaglutide o la liraglutide.