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Lo Show dell'Universo

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Fabiola Giannotti, leader dell'esperimento ATLAS che ha individuato al Cern il bosone di Higgs, ha scelto Città della Scienza come sede della sua unica apparizione pubblica in Italia dopo la conferenza di Ginevra dello scorso luglio. La sera del 22 settembre, a Napoli, verrà raccontata la nascita dell'universo, la comparsa delle forze fondamentali e del bosone di Higgs, oltre a discutere del futuro della ricerca in Italia. Tra i fisici ospiti de "Lo Show dell'Universo", a fare compagnia a Fabiola Giannotti ci saranno Guido Tonelli (portavoce dell'esperimento CMS del Cern) e il presidente dell'INFN e dei fisici italiani Fernando Ferroni.

Promosso dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e da Città della Scienza con Il Mattino, l’evento ha l’adesione del Presidente della Repubblica, il patrocinio di Regione Campania e del Comune di Napoli, con la collaborazione de Le Nuvole e Psiquadro di Perugia. Per la serata è previsto un format molto speciale, mai sperimentato in Italia, che unisce giochi circensi, bolle di sapone giganti dell’artista catalano Pep Bou, letture di testi di divulgazione e scienziati. Tutto ciò per illustrare in modo divertente al pubblico dei non addetti ai lavori il contenuto delle ultime ricerche e scoperte dei fisici italiani e dei loro esperimenti. Al termine dell'evento, il pubblico potrà porre delle domande ai protagonisti di una delle più importanti scoperte in fisica dell'ultimo mezzo secolo.

L'incontro inizierà alle ore 19 di sabato 22 settembre, presso la Sala Newton di Città della Scienza. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

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Capire se sappiamo prevedere i terremoti è difficile

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Prevedere la data e il luogo esatti in cui si verificherà un terremoto è impossibile. Tuttavia, si possono formulare delle previsioni probabilistiche nel breve termine, sfruttando il fatto che i terremoti tendono a concentrarsi nel tempo e nello spazio. Da una decina di anni alcuni paesi del mondo hanno lavorato a queste previsioni, cercando di formularle in modo che fossero utili per le autorità di protezione civile e di gestione delle emergenze. Tra questi paesi c’è l’Italia, che ha cominciato a lavorarci sul serio dopo il terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009. Ma come si fa a capire quando un modello produce buone previsioni? La domanda è tutt’altro che semplice. Provano a rispondere due sismologi e due statistici in uno studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver sviluppato un sistema per la previsione probabilistica dei terremoti. Si chiama Operational Earthquake Forecasting-Italy (OEF-Italy) e viene gestito dal Centro di Pericolosità Sismica dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia (INGV).