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Relitto romano in Liguria

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Affondata 2000 anni fa e ritrovata solo oggi, grazie alle segnalazioni di alcuni pescatori: a largo delle coste savonesi, di fronte a Varazze, è stata rinvenuta una nave risalente al periodo compreso tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. All’interno, un vero e proprio tesoro, un centinaio di anfore romane che, probabilmente, contenevano olio.

La scoperta si deve ai carabinieri del Centro Subacquei di Genova che, con l’aiuto dei tecnici dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), presenti in loco con la nave oceanografica Astrea, sono riusciti ad individuare il relitto. Da decenni i pescatori segnalano la presenza di frammenti di anfore nelle reti da pesca ma per molto tempo non si è riusciti ad individuare l’imbarcazione che le conteneva e che, è oggi noto, si trova a circa 100 metri di profondità, ed è presumibilmente lunga 20 – 30 metri.L’esplorazione ravvicinata dei fondali è stata possibile grazie a “Pluto”, il ROV del centro subacquei in grado di arrivare sino a 300 metri sotto il livello del mare. Con il suo braccio meccanico è stata riportata alla luce un’anfora, ora sottoposta a procedimento di desalinizzazione, e in perfette condizioni. Le più moderne tecniche di studio e analisi dei materiali potranno, a breve, arricchire le conoscenze sulle floride attività commerciali dell’età augustea.

Il mar Mediterraneo continua quindi a restituire affascinanti testimonianze delle epoche passate e a fornire informazioni sulle rotte di navigazione e i commerci prediletti dai romani. Lo stesso mar Ligure rappresentava nell’antichità, infatti, soprattutto a Ponente, tra Gallinara e Capo Mortola, uno dei tratti più navigati.

Grande la soddisfazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria, che dovrebbe in futuro curare la collocazione del relitto  in un’area museale. 

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Fondali marini

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