fbpx Record di leggerezza | Scienza in rete

Record di leggerezza

Read time: 2 mins

Ricercatori della Hamburg University of Technology e della Kiel University sono riusciti a ottenere un materiale incredibilmente leggero e nello stesso tempo eccezionalmente resistente: il segreto sta in una fitta ragnatela di nanotubi di carbonio.

Le caratteristiche del nuovo materiale, battezzato Aerographite, sono state ufficialmente illustrate al pubblico in questi giorni da Matthias Mecklenburg (Hamburg University of Technology) e collaboratori mentre lo studio scientifico era stato pubblicato su Advanced Materials un paio di settimane fa. Punto di forza del nuovo materiale, che si presenta di colore nero lucente, è l'estrema leggerezza: solamente 0,2 milligrammi per centimetro cubo. Un valore che è quattro volte inferiore a quello del materiale più leggero mai prodotto finora.

Il segreto di un peso così limitato sta nella struttura stessa del materiale, un intreccio di nanotubi di carbonio. Mecklenburg e collaboratori lo hanno ottenuto facendo rivestire a una temperatura di 760 °C una matrice spugnosa di ossido di zinco con uno strato di pochi atomi di carbonio. Contemporaneamente è stato introdotto idrogeno che, reagendo con gli atomi di ossigeno dell'ossido di zinco, ha fatto svanire la struttura portante lasciando un reticolo di nanotubi di carbonio completamente vuoti.

A dispetto della sua leggerezza, però, l'Aerographite è incredibilmente resistente, capace di sopportare una compressione fino al 95 per cento e ritornare poi alla forma originaria senza alcun danno. Le sue caratteristiche, compresa la sua stabilità e l'ottima conducibilità elettrica, ne fanno il materiale ideale per gli elettrodi di batterie e accumulatori di ultima generazione lasciando intravvedere considerevoli riduzioni del loro peso.

Christian-Albrechts-Universität zu Kiel

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Materiali

prossimo articolo

Dare voce alle emozioni: il ruolo inatteso dell’IA

sagoma di volto con fogli colorati che escono dalla testa

Nella “società delle mangrovie”, come la definisce il filosofo Luciano Floridi, dove umano e digitale si intrecciano, l’intelligenza artificiale smette di essere solo fonte di inquietudine e diventa strumento di espressione. Il libro "EmoziIonAbili" (Pisa University Press) racconta come l’IA generativa possa trasformarsi in un «esoscheletro cognitivo» capace di dare voce a giovani con disabilità, amplificando emozioni e storie senza tradirle, e aprendo nuove strade per un uso etico e inclusivo della tecnologia.

L’intelligenza artificiale generativa, che dal 2022 sta trasformando profondamente la nostra vita, continua a disorientarci: ci somiglia così tanto da rendere difficile tracciare un confine tra ciò che produce e ciò che siamo in grado generare noi. Del resto, ha imparato a esprimersi osservandoci e imitandoci, e lo fa sempre meglio. Tutto questo inquieta: saprà fermarsi quando lo vorremo noi?