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Lo scherzetto di BaBar

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L'analisi dei dati raccolti dall'esperimento BaBar mostrerebbe una possibile sbavatura nel modello standard: un particolare tipo di decadimento di una particella si verificherebbe più spesso di quanto previsto dalla teoria.

BaBar è una tra le più importanti collaborazioni internazionali che si occupano di fisica delle particelle (coinvolge circa 500 fisici teorici) e il suo nome, che chiama in causa l'elefantino caro ai bambini, deriva dal nome del mesone B e di quello della sua antiparticella (detta in gergo B-bar). L'esperimento, situato presso lo SLAC National Accelerator Laboratory e coordinato dalla Stanford University, ha raccolto i dati di collisioni ad alta energia tra particelle subatomiche dal 1999 al 2008 e l'analisi dei dati continua tuttora.

L'ultimo risultato in ordine di tempo è quello presentato alla conferenza internazionale di fisica teorica tenutasi a Hefei, in Cina, e proposto per la pubblicazione su Physical Review Letters. Da questa analisi emergerebbe che un particolare tipo di decadimento del mesone B-bar in un mesone D, un antineutrino e un leptone tau (in gergo: B to D-star-tau-nu decay) avverrebbe con più frequenza di quanto previsto dal modello standard.

Benché i dati che fanno da base allo studio siano molto più sensibili di quelli utilizzati in precedenti studi sullo stesso decadimento, non sono ritenuti ancora sufficienti per annunciare una falla nel modello standard. Secondo i ricercatori, bastano comunque a sottolineare che non tutto fila liscio in quel modello. “Se tale eccesso venisse confermato – ha sottolineato Abner Soffer (Tel Aviv University), coordinatore di BaBar – sarà davvero eccitante immaginare cosa ne potrà derivare.

STFC - SLAC - Research paper (arXiv)

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