fbpx Rubbia denuncia scarsa attenzione | Page 7 | Scienza in rete

Rubbia denuncia scarsa attenzione

Read time: 2 mins

Carlo Rubbia, durante uno degli eventi previsti a margine della Conferenza di Rio, si è espresso a riguardo del riscaldamento globale, dichiarando - in un'intervista a Xinhua - che si tratta di un problema più serio di quanto possa essere percepito in realtà: "La mia opinione è che la situazione è ancora più grave di quello che si crede. Questo succede perchè la gente comune non sente gli effetti del cambiamento climatico. Il riscaldamento globale, in realtà, è accompagnato da un fenomeno che maschera in qualche modo i suoi effetti: l'aereosol atmosferico, in grado di ridurre la trasparenza dell'aria e la temperatura".

Secondo il premio Nobel per la Fisica, quindi, la correlazione di questi due fenomeni nonfa che spostare l'attenzione comune su un problema che va invece affrontato in modo più deciso rispetto al passato. Lo sforzo fatto per ridurre le emissioni di gas serra ha prodotto un abbassamento di soli 0,75 gradi centigradi, a fronte del limite dei 2 gradi stabilito come obiettivo alla Conferenza di Copenhagen. Rubbia ha ricordato, inoltre, che molti Paesi stanno invece aumentando la produzione di CO2, per aver rinunciato al nucleare - come la Germania. A questo si aggiunge l'aumento esponenziale della popolazione a livello globale, che incide pesantemente sulle esigenze e richieste energetiche.

Proprio in occasione di Rio+20, Rubbia ha voluto quindi insistere sul ruolo della scienza nel realizzare gli obiettivi di sostenibilità annunciati dal documento The Future We Want: "Per evitare possibili catastrofi per il genere umano, nuove capacità di innovazione dovrebbero essere integrate nel contesto della sostenibilità. Una crescità così veloce di richiesta di nuove risorse da parte del pianete, non può che accompagnarsi ad un altrettanto veloce crescita della scienza e innovazione tecnologica".
A tal proposito, Rubbia ha infine ricordato che non può mancare una politica energetica coerente con queste necessità. 

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

In un prato, di notte, un telescopio che emette luce punta verso il cielo stellato

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash

Onorevole Presidente del Consiglio,

siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.

Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.