fbpx Il giorno della Conferenza | Page 6 | Scienza in rete

Il giorno della Conferenza

Read time: 2 mins

Inizia oggi Rio+20, la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile. Oltre 100 capi di stato e di governo, rappresentanti delle Nazioni Unite, migliaia di parlamentari, esponenti della politica locale di tutto il mondo, e rappresentanti della società civile si riuniscono per tre giorni a Rio de Janeiro per concordare una visione comune sul futuro del pianeta. L’obiettivo è uscire dalla conferenza con un documento condiviso e definitivo che tracci le linee guida per nuove politiche volte alla riduzione della povertà e dei disequilibri sociali, nel rispetto delle risorse ambientali della Terra. Green Economy è la parola d’ordine e, soprattutto, la principale speranza di svolta.

Gli stati membri hanno intanto annunciato ieri di aver raggiunto un accordo sul documento preliminare dopo che venerdì – sotto la responsabilità dei negoziati affidata al Governo brasiliano, che detiene la presidenza di Rio+20 – i delegati hanno lavorato sull’ultimo testo presentato dalla South American Nation.

“Abbiamo adesso un testo che sarà adottato durante la Conferenza” – ha dichiarato Sha Zukang, il Segretario Generale di Rio+20- “Riteniamo che il testo contenga molti importanti principi operativi, e se questi verranno implementati e concretizzati, si potrà registrare una differenza significativa nel cambiamto globale atteso”. Sha ha tuttavia sottolineato che si tratta ancora di una forma provvisoria, che sarà sottoposta ai Capi di Stato per raggiungere un accordo conclusivo il prossimo venerdì, alla chiusura della Conferenza. “Come tutti i negoziati, ci saranno Paesi che esprimeranno la loro interpretazione sulla mancata ambizione del testo, o altri che segnaleranno l’assenza delle proprie opinioni. Ma bisogna essere chiari: i negoziati multilaterali richiedono un ‘dare’ e un ‘avere’”.

In aggiunta al testo saranno presi in considerazione oltre 400 dei volontary commitments  - che comprendono stakeholders, istituzioni accademiche, associazioni, organizzazioni filantropiche - proposti all'organizzazione della Conferenza nelle ultime settimane.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Rio+20

prossimo articolo

Fascisti e antisemiti

celle di detenzione

Mettere in discussione il valore educativo delle visite ad Auschwitz significa ignorare la loro forza morale e civile. Ma la memoria non può fermarsi ai Lager: senza uno studio rigoroso del ruolo svolto dal fascismo italiano nella persecuzione degli ebrei e nella repressione antipartigiana, il rischio è quello di perpetuare un racconto autoassolutorio. Per il Giorno della Memoria, Simonetta Pagliani ricostruisce responsabilità, strutture e complicità italiane, ricordandoci perché conoscere quei fatti sia indispensabile per una memoria storica onesta e consapevole.

In copertina: celle della Risiera di San Sabba. Crediti: Andreas Manessinger/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 2.0

Recentemente un'esponente governativa ha messo in dubbio il valore delle visite scolastiche ad Auschwitz, ritenute strumentali ad addebitare l'antisemitismo al fascismo. Al contrario, chi scrive ritiene che per le scolaresche liceali la visione diretta dei campi di concentramento nazisti abbia una portata morale indiscutibile. Questo perché riesce a rendere reali le dimensioni dell'orrore, ma allo stesso tempo dovrebbe essere integrata dall'analisi storica del ruolo avuto in quelle vicende dall'Italia fascista.