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Il giorno della Conferenza

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Inizia oggi Rio+20, la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile. Oltre 100 capi di stato e di governo, rappresentanti delle Nazioni Unite, migliaia di parlamentari, esponenti della politica locale di tutto il mondo, e rappresentanti della società civile si riuniscono per tre giorni a Rio de Janeiro per concordare una visione comune sul futuro del pianeta. L’obiettivo è uscire dalla conferenza con un documento condiviso e definitivo che tracci le linee guida per nuove politiche volte alla riduzione della povertà e dei disequilibri sociali, nel rispetto delle risorse ambientali della Terra. Green Economy è la parola d’ordine e, soprattutto, la principale speranza di svolta.

Gli stati membri hanno intanto annunciato ieri di aver raggiunto un accordo sul documento preliminare dopo che venerdì – sotto la responsabilità dei negoziati  afidata al Governo brasiliano, che detiene la presidenza di Rio+20 – i delegati hanno lavorato sull’ultimo testo presentato dalla South American Nation.

“Abbiamo adesso un testo che sarà adottato durante la Conferenza” – ha dichiarato Sha Zukang, il Segretario Generale di Rio+20- “Riteniamo che il testo contenga molti importanti principi operativi, e se questi verranno implementati e resi operativi, si potrà registrare una differenza significativa nel cambiamto globale atteso”. Sha ha tuttavia sottolineato che si tratta ancora di una forma provvisoria, che sarà sottoposta ai Capi di Stato per raggiungere un accordo conclusivo il prossimo venerdì, alla chiusura della Conferenza. “Come tutti i negoziati, ci saranno Paesi che esprimeranno la loro interpretazione sulla mancata ambizione del testo, o altri che segnaleranno l’assenza delle proprie opinioni. Ma bisogna essere chiari: i negoziati multilaterali richiedono un ‘dare’ e un ‘avere’”.

In aggiunta al testo saranno presi in considerazione oltre 400 dei volontary commitments  - che comprendono stakeholders, istituzioni accademiche, associazioni, organizzazioni filantropiche - proposti all'organizzazione della Conferenza nelle ultime settimane.

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Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.