fbpx Svelata la comunicazione dei sensi | Page 6 | Scienza in rete

Svelata la comunicazione dei sensi

Read time: 2 mins

Ricercatori dell'NBT - dipartimento di Neuroscience and Brain Technologies dell’Istituto Italiano di Tecnologia - hanno descritto i circuiti di comunicazione dei sensi nel cervello, con un lavoro pubblicato sulla rivista Neuron, aprendo la strada allo sviluppo di interfacce elettroniche per la riparazione cellulare del cervello. Lo studio si è cncentrato sulle aree sensoriali, scoprendo che sono in competizione tra di loro e che la loro attivazione segue una precisa gerarchia e specifici canali di comunicazione.
In particolare, i singoli gruppi neurali che ricevono e gestiscono le informazioni provenienti da udito, tatto o vista possono inibire o stimolare l’attività elettrica di un altro gruppo, in modo che la comunicazione delle aree sensoriali verso quelle delle decisioni motorie sia preclusa o favorita solo per alcuni sensi. Questa forma di influenza reciproca è regolata dal rilascio di neurotrasmettitori inibitori da parte dei neuroni nella corteccia uditiva, ad esempio, verso i microcircuiti neurali di tatto e vista. Viceversa, i neuroni dedicati all’elaborazione visiva inibiscono le aree corticali acustiche, mentre stimolano le aree corticali che elaborano il senso del tatto.

"Nella nostra ricerca - ha spiegato il dott. Paolo Medini, tem leader del Dipartimento NBT - abbiamo preso come modello il sistema visivo dei topi. Grazie all’applicazione di metodi di registrazione e stimolazione dei neuroni ad alta risoluzione temporale e spaziale, siamo riusciti a identificare con precisione i circuiti e le cellule che mediano gli effetti inibitori di un’area sull’altra".

I microcircuiti lungo cui avviene la comunicazione dei gruppi neuronali sono stati esplorati con le tecniche optogenetiche, che uniscono l’esattezza di una modificazione genetica alla semplicità della fotostimolazione. I neuroni appartenenti a diversi gruppi sono stati modificati geneticamente, in modo da esprimere una proteina fotosensibile che, una volta stimolata dall’esterno con fasci luminosi, innesca l’attività elettrica nella specifica area sensoriale. 

Oltre alla riparazione di danni neuronali, la ricerca apre la strada alla comprensione delle modificazioni che avvengono nel cervello a seguito di deprivazioni sensoriali profonde, quali la cecità o la sordità: "Il prossimo passo della nostra ricerca sarà di approfondire la conoscenza di come i circuiti neurali si riorganizzano in mancanza di un senso e quindi di intervenire con dispositivi artificiali" - conclude Medini.

Autori: 
Sezioni: 
Neuroscienze

prossimo articolo

TEA, biologico, naturale: le ambiguità del dibattito

immagine di laboratorio contrapposta a immagine di campo coltivato

L’idea che “naturale” significhi automaticamente migliore, più sano o più etico domina ancora il dibattito pubblico sull’agricoltura. Ma le Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA) mettono in crisi questa narrazione: non imitano la natura, la rendono più controllabile. A partire dal libro "La speranza verde” di Vittoria Brambilla e Fabio Fornara, Gilberto Corbellini smonta i miti sul biologico, analizza le critiche alle biotecnologie agrarie e mostra come, tra marketing, ideologia e paura degli OGM, la discussione scientifica risulti spesso sostituita da slogan emotivi.

Una delle affermazioni che, in prima battuta, stupisce studenti e studentesse è che l'evento più innaturale nella storia della nostra specie è stato l'invenzione dell'agricoltura. Per cui parlare di agricoltura o alimenti “naturali” non ha senso. E il termine “biologico”, usato per l'agricoltura, non ha una base scientifica; indica solo l'adesione a un insieme di pratiche più o meno definite su base normativa. Nel senso letterale del termine, qualunque agricoltura e qualunque cibo sono biologici.